“L’operazione per la trasformazione dell’aviosuperficie di Scalea in aeroporto territoriale entra adesso nella fase della verifica documentale”.
L’avvocato Maximiliano Granata, presidente dell’Associazione Legalità Democratica, ha presentato al Comune di Scalea una formale istanza di accesso agli atti chiedendo l’acquisizione dell’intero fascicolo relativo all’accordo sottoscritto il 24 giugno 2026 tra Comune di Scalea, Regione Calabria, ENAC ed ENAC Servizi S.r.l.
Al centro della richiesta c’è soprattutto un punto: il destino delle aree di proprietà comunale interessate dall’operazione e le garanzie previste a tutela del patrimonio pubblico.
Secondo quanto riportato nell’istanza, la deliberazione del Consiglio comunale n. 25 del 22 giugno 2026 ha approvato lo schema di accordo per la riqualificazione dell’aviosuperficie e la sua trasformazione in aeroporto territoriale. Due giorni dopo sarebbe stato sottoscritto a Roma l’accordo tra le quattro amministrazioni e società coinvolte.
OLTRE 33 ETTARI DI PROPRIETÀ COMUNALE
“La questione patrimoniale è tutt’altro che secondaria.
L’operazione riguarda le particelle 729 e 730 del Foglio 18, indicate nello schema per una superficie complessiva di 33 ettari, 53 are e 57 centiare, destinate al trasferimento al Demanio pubblico dello Stato – ramo aeronautico.
Nello stesso schema è contemplata anche la possibilità di una consegna anticipata delle aree, attraverso un separato atto, nelle more del perfezionamento del trasferimento. È inoltre indicato un finanziamento regionale di 1.892.786 euro per la riqualificazione dell’aerostazione passeggeri e delle relative infrastrutture.
Ed è proprio su questi passaggi che Legalità Democratica chiede chiarezza.
Qual è il valore delle aree comunali? È stata effettuata una perizia? Quali condizioni accompagnano il trasferimento? È già avvenuta una consegna anticipata? E soprattutto: quali strumenti garantiscono il Comune qualora l’aeroporto non diventi effettivamente operativo?
Sono domande alle quali dovranno rispondere gli atti”.
«VOGLIAMO LEGGERE L’ACCORDO CHE È STATO REALMENTE FIRMATO»
Granata non si limita infatti a chiedere lo schema approvato dal Consiglio comunale.
L’istanza pretende la copia integrale dell’accordo effettivamente sottoscritto il 24 giugno, con tutte le firme, gli allegati, le appendici e le planimetrie. Vengono richieste anche le comunicazioni, le PEC e gli eventuali verbali attraverso i quali siano state concordate modifiche rispetto allo schema passato in Consiglio comunale.
“Un passaggio decisivo, perché occorre verificare che ciò che è stato materialmente sottoscritto corrisponda alla volontà espressa dall’organo consiliare”.
Particolare attenzione viene riservata alla durata triennale, all’eventuale proroga espressa e alla clausola di restituzione o retrocessione delle aree al Comune in caso di mancata operatività dell’aeroporto entro il termine previsto.
PERIZIA, INVENTARIO E PARERE CONTABILE: CHIESTI TUTTI I DOCUMENTI
La richiesta di Legalità Democratica entra poi nel cuore della gestione patrimoniale.
Granata domanda l’eventuale perizia di stima delle particelle 729 e 730, l’estratto dell’inventario immobiliare comunale con il valore attribuito ai terreni e la loro classificazione, nonché il parere di regolarità contabile previsto dall’articolo 49 del TUEL.
E se tale parere non fosse stato acquisito, viene chiesto al Comune di indicare formalmente le ragioni per le quali sarebbe stato considerato non necessario.
“Una verifica essenziale per comprendere con precisione gli effetti economici e patrimoniali dell’operazione”.
SOTTO ESAME ANCHE IL FINANZIAMENTO DA 1,89 MILIONI
L’accesso riguarda inoltre l’intero fascicolo del finanziamento regionale da 1.892.786 euro: provvedimento di concessione, convenzione, CUP, cronoprogramma, quadro economico, beneficiario, soggetto attuatore, interventi finanziabili e condizioni previste per l’utilizzo e la rendicontazione delle somme.
Granata chiede inoltre tutti gli eventuali accordi attuativi e i provvedimenti successivi al 24 giugno riguardanti lavori, finanziamenti, gestione dell’aeroporto, rapporti economici con ENAC ed ENAC Servizi e finanziamento della futura gestione.
GRANATA: «IL PATRIMONIO PUBBLICO NON SI GESTISCE AL BUIO»
«Non stiamo mettendo in discussione lo sviluppo dell’aeroporto di Scalea – dichiara il presidente di Legalità Democratica, avv. Maximiliano Granata – ma quando un’operazione coinvolge oltre 33 ettari di patrimonio comunale è doveroso conoscere ogni clausola, ogni obbligo e ogni garanzia prevista nell’interesse della collettività».
«La questione è molto semplice: vogliamo vedere cosa è stato realmente firmato il 24 giugno. Vogliamo verificare se il testo definitivo corrisponde integralmente a quello autorizzato dal Consiglio comunale, se gli emendamenti sono stati recepiti e quali garanzie concrete siano state inserite per la restituzione delle aree qualora l’aeroporto non diventi operativo».
Granata aggiunge: «Chiediamo inoltre di sapere se sia stata effettuata una valutazione economica del patrimonio interessato e quali atti abbiano
accompagnato o accompagneranno il trasferimento al Demanio. Prima vengono i documenti, poi le valutazioni. Su beni appartenenti alla collettività la trasparenza deve essere totale».
L’istanza chiede espressamente che il Comune trasmetta i documenti integralmente in formato digitale e che, qualora uno degli atti richiesti non esista o non sia mai stato formato, l’Amministrazione lo attesti espressamente.
A questo punto sarà proprio la documentazione richiesta a chiarire quali obblighi siano stati assunti, quale sia il valore patrimoniale dell’operazione, quali garanzie siano state poste nell’interesse del Comune e cosa accadrebbe alle aree qualora il progetto aeroportuale non arrivasse alla piena operatività.
La domanda politica e amministrativa resta sul tavolo: Scalea sta mettendo a disposizione un patrimonio pubblico rilevante. I cittadini hanno diritto di conoscere, atto per atto, a quali condizioni.
