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Cefalee, in Calabria circa 50mila persone soffrono della forma cronica: a Catanzaro il congresso SISC

Sono circa cinquantamila i calabresi che soffrono di cefalea cronica, dieci volte di più, invece, quelli che avvertono mal di testa episodico. Un dato che collima con la percentuale nazionale del 2%, secondo cui i pazienti cronici sono oltre un milione, mentre ben più vasta è la platea degli italiani alle prese con mal di testa comuni. Numeri che accentuano l’importanza dell’XI Congresso calabrese SISC, la Società Italiana per lo Studio delle Cefalee, svoltosi al THotel di Feroleto Antico, in provincia di Catanzaro.

Il convegno si è incentrato su “La gestione integrata delle cefalee: dalla fisiopatologia alle strategie terapeutiche personalizzate nella Rete Cefalee Calabria”. Direttori scientifici dell’evento sono stati i neurologi Rosario Iannacchero, responsabile del Centro regionale Cefalee presso il presidio Pugliese dell’AOU Dulbecco di Catanzaro, e Michele Trimboli, dell’UOC presso il Policlinico Mater Domini della stessa azienda ospedaliera unica, nonché coordinatore regionale SISC.

L’evento si è aperto con l’omaggio al professor Giuseppe Nappi, illustre neurologo, peraltro innamorato della Calabria, da parte di Ennio Pucci dell’Università di Pavia. Un prologo alle cinque sessioni del congresso, aperte dalla lectio magistralis del professor Filippo Brighina, di Palermo, che ha trattato “L’emicrania cronica e il dolore quali espressioni cliniche di un continuum fisiopatologico”.

Ai lavori ha preso parte anche l’associazione Alleanza Cefalalgica (Al.Ce.), con la presidente Alessandra Sorrentino e alcune pazienti, tra cui il vice procuratore onorario di Catanzaro Roseta Lombardo, che hanno portato le dirette testimonianze di sofferenze personali e professionali.

Iannacchero: “Garantire a tutti un omogeneo diritto di accesso alle cure”

«Occorre garantire un omogeneo diritto di accesso alle cure a tutti i pazienti – ha detto il dottor Iannacchero, forte della sua guida ventennale del Centro regionale di Catanzaro –. La rete deve funzionare in tutta la Calabria, anche perché il sistema di contatti ci consente di avere rapporti di reciproco alto spessore con gli altri maggiori centri delle regioni vicine, meno proficui invece all’interno della nostra.

Anche come Centro Cefalee registriamo luci e ombre: da una parte i buoni risultati in termini di accoglienza e assistenza; dall’altra i lunghissimi tempi d’attesa, che si riverberano in modo negativo sulla vita dei pazienti. Un migliore sistema di filtro territoriale, a partire da medici di medicina generale e farmacisti, potrebbe garantire la distinzione tra le varie forme di patologia e una distribuzione ottimale dei pazienti».

Trimboli: “Cure e terapie sono cambiate radicalmente”

«Cure e terapie sono cambiate in modo radicale – ha detto Trimboli – e stiamo sempre di più raccogliendo i risultati di questa rivoluzione. Anzitutto perché queste nuove terapie mirate, come anticorpi monoclonali, gepanti e ditani, sono più efficaci rispetto a quelle tradizionali che utilizzavamo, come il topiramato, l’amitriptilina e i beta-bloccanti.

Ma quello che rivela la loro grande potenza è la sicurezza di questi farmaci, in quanto non comportano effetti collaterali o addirittura avversi come avveniva con i medicinali precedenti, quando creavano o aumentavano l’invalidità correlata all’emicrania».

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