Una giornata dedicata all’accoglienza, allo scambio tra culture, ai progetti di integrazione e al ruolo dell’università nella costruzione del futuro ha caratterizzato la quinta tappa del Festival delle Migrazioni.
L’appuntamento si è aperto alle 18.30 in Piazza Corsini con il racconto dell’esperienza in Alsazia, dopo i saluti istituzionali della sindaca Rosaria Capparelli e della coordinatrice del Progetto SAI Maria Assunta Capparelli.
A guidare il primo panel sono state Nicole D’Angelo e Francesca Manoccio, che hanno raccontato il percorso di mobilità europea promosso dall’Associazione Don Vincenzo Matrangolo e realizzato in collaborazione con l’associazione francese Salver.
Nel corso dell’incontro è stato sottolineato come il Comune di San Benedetto Ullano abbia celebrato i 10 anni di attività del progetto SAI (ex SPRAR). La sindaca Rosaria Maria Capparelli ha evidenziato come l’accoglienza di persone provenienti da contesti diversi abbia rappresentato un importante arricchimento umano per l’intera comunità, definendo questa esperienza una vera e propria “gioia” per il paese.
Il progetto Erasmus tra Calabria e Alsazia
Francesca Manoccio, coordinatrice dei progetti Erasmus dell’Associazione Don Vincenzo Matrangolo, ha illustrato l’iniziativa dedicata alla “restanza” e alla costruzione di nuove opportunità nei territori di origine.
Tra aprile e giugno, venti partecipanti, tra beneficiari dei progetti di accoglienza e persone legate all’associazione, hanno percorso quasi duemila chilometri dalla Calabria all’Alsazia a bordo di un mezzo a nove posti, partecipando a tre esperienze di otto giorni presso l’associazione partner Salver.
Durante il soggiorno, il gruppo ha conosciuto un modello di comunità autosufficiente e sostenibile immersa nei boschi, fondato sulla cooperazione quotidiana, sulla coltivazione della terra, sull’allevamento e sulla condivisione dei pasti. I partecipanti hanno inoltre visitato Mulhouse, Strasburgo e il Parlamento Europeo.
Falissila, il sentiero costruito insieme ai giovani migranti
Particolare attenzione è stata riservata al progetto Falissila, sviluppato grazie alla collaborazione tra Elena Venturi e l’associazione Salver.
L’iniziativa ha portato alla creazione di un percorso escursionistico permanente nei dintorni di Vittenheim, accompagnato dagli asini Azure Asmar. I giovani migranti coinvolti nel progetto hanno partecipato direttamente alla definizione del tracciato, alla sua identità visiva e alle attività di valorizzazione del territorio.
Il sentiero è stato denominato “Falissila”, espressione che nella lingua Bambara significa “la strada degli asini”. I partecipanti hanno inoltre realizzato pannelli illustrativi dedicati alla flora e alla fauna locali, contribuendo alla costruzione di uno spazio capace di unire educazione ambientale, inclusione sociale e dialogo interculturale.
Nel corso del dibattito è intervenuta anche Sara Trià, educatrice dell’associazione Salver, che ha raccontato l’impatto degli scambi europei sul proprio lavoro educativo. Trià ha evidenziato come alcuni minori stranieri non accompagnati abbiano collaborato con un regista alla realizzazione di un podcast dedicato al tema della fratellanza, trovando riconoscimento e legittimità attraverso il racconto delle proprie esperienze.
“Quale mondo stiamo costruendo?”: il dialogo tra università
Alle 19.00 si è svolto il secondo panel, dal titolo “Quale mondo stiamo costruendo?”, moderato da Enrico Pusceddu di Re.Co.Sol.
Al confronto hanno partecipato Donatella Loprieno dell’Università della Calabria, Lomo Myazhiom Aggee Celestin dell’Università di Strasburgo e Bella Dicks dell’Università di Cardiff. Durante il dibattito, Nicole D’Angelo ha svolto un ruolo centrale di mediazione linguistica e culturale, curando le traduzioni dal francese all’italiano per agevolare il dialogo tra relatori internazionali e pubblico.
Il confronto si è concentrato sulla libertà accademica, sui limiti della libertà di espressione e sulle tensioni geopolitiche e sociali che influenzano la ricerca e l’insegnamento universitario.
Libertà accademica e scenari internazionali
La professoressa Bella Dicks, sociologa dell’Università di Cardiff, ha sostenuto che la libertà accademica non coincida semplicemente con la libertà di espressione, ma rappresenti un principio fondato sulla ricerca rigorosa e indipendente.
Dicks ha richiamato il caso del climatologo Adam Kalkstein, che si era opposto all’indicazione di non insegnare le cause antropiche del cambiamento climatico, e quello del sociologo David Miller, licenziato nel 2021 dall’Università di Bristol a seguito delle polemiche legate alle sue posizioni antisioniste. Ha ricordato come il tribunale del lavoro abbia successivamente riconosciuto l’illegittimità del licenziamento, precisando al contempo che la libertà accademica non tutela accuse rivolte specificamente agli studenti.
Il professor Aggée Célestin Lomo Myazhiom ha invece analizzato la situazione francese, denunciando una progressiva riduzione degli spazi di libertà accademica in relazione agli studi sulle migrazioni, sull’Islam e sulle popolazioni vulnerabili. Secondo il docente, tali ricerche vengono frequentemente etichettate come “islamo-gauchiste” o “wokiste” all’interno del dibattito politico francese.
Lomo Myazhiom ha inoltre richiamato il caso delle proteste pro-Palestina a Sciences Po Parigi, durante le quali la polizia è intervenuta all’interno del campus universitario, e ha denunciato episodi di aggressione ai danni di giovani neri e arabi all’Università Paris II Assas. Nel suo intervento ha anche raccontato l’esperienza personale vissuta a Strasburgo nel 2002, quando un seminario dedicato al “corpo nero nello spazio e nel tempo” fu oggetto di boicottaggi per aver affrontato il tema della frattura coloniale.
I corridoi educativi dell’Università della Calabria
Nel suo intervento, Donatella Loprieno, delegata dell’Università della Calabria per il sostegno agli studenti richiedenti protezione internazionale e rifugiati, ha presentato le iniziative attivate dall’ateneo.
Tra queste, il programma UNICORE, promosso dall’UNHCR e giunto all’ottava edizione, che ha previsto borse di studio dedicate a studenti rifugiati provenienti dall’Uganda, tra cui Priscille, originaria della Repubblica Democratica del Congo, e Hannibal, eritreo.
Loprieno ha inoltre illustrato il progetto Unical Pass (UPALS), rivolto a studenti provenienti dai territori occupati di Gaza. Grazie all’iniziativa, quattro studenti, Aya, Abir, Nada e Odai, sono riusciti a raggiungere la Calabria nel maggio scorso, con il sostegno diretto dell’ateneo per le spese di evacuazione e trasporto.
La docente ha infine evidenziato le numerose difficoltà burocratiche che gli studenti affrontano al loro arrivo in Italia, tra cui i costi elevati dell’iscrizione volontaria al Servizio sanitario nazionale e le limitazioni nell’accesso ai servizi di tutela.
Nel corso delle celebrazioni per il 10 anno di attività del SAI è stato premiato il vignettista Fabio Magnasciutti, noto per la sua sensibilità alle questioni migratorie. Per la XV edizione del Festival, Magnasciutti ha donato due immagini per i materiali di promozione del festival.
La serata si è conclusa in Piazza Municipio con il concerto di Mimmo Cavallaro, ultimo appuntamento di una giornata dedicata all’incontro tra culture, alla cittadinanza attiva e alla costruzione di una società più inclusiva.
Contributo fotografico: https://we.tl/t-amJOJKTLuS2j7OAH
Calendario del Festival
| 7 agosto | Rota Greca |
| 10 agosto | Acquaformosa |
| 21 agosto | San Sosti |
| 22 agosto | Vaccarizzo |
| 23 agosto | Cerzeto |
| 27 agosto | Bisignano |
| 28 agosto | San Benedetto Ullano |
| 29 agosto | San Basile |
| 30 agosto | Acquaformosa
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La musica del Festival
La musica accompagnerà l’intera manifestazione, con artisti e formazioni provenienti da esperienze e tradizioni differenti:
21 agosto – San Sosti: The Reggae Circus di Adriano Bono
22 agosto – Vaccarizzo Albanese: Lidiya Koiceva & Balcan Orkestra
23 agosto – Cerzeto: Danilo Sacco
27 agosto – Bisignano: Sud Sound System
28 agosto – San Benedetto Ullano: Mimmo Cavallaro
29 agosto – San Basile: Folkabbestia
30 agosto – Acquaformosa: Modena City Ramblers
