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Medea “madre assassina” che parla della contemporaneità in scena alla Villa romana di Casignana

Continua, con grande apprezzamento, la rassegna a cura del Centro Teatrale Meridionale, per la Direzione artistica di Domenico Pantano, presso la meravigliosa cornice della Villa romana di Casignana.

 

Per la XXXII Stagione Teatrale della Locride 2026, martedì 1 settembre, alle ore 21.30, andrà in scena “Medea”Drammaturgia intorno ad una Famiglia allo sfascio da Euripide e Seneca, adattamento e regia di Nicasio Anzelmo, una produzione del Centro Teatrale Meridionale, interpretata dalla bravissima attrice Silvia Siravo, con Alessandro d’Ambrosi, Marco Benvenuto, Anna Lisa Amodio, Chiara Barbagallo, Melania Fiore, Davide Ingannamorte. Scene e costumi di Anna Maria Porcelli, musiche di Giovanni Zappalorto, movimenti Barbara Cacciato, assistente alla regia Milena Aldini.

 

Dopo il successo riscosso al Ferento Teatro Festival 2026, lo spettacolo arriva nella Locride portando in scena una rilettura intensa e contemporanea del mito di Medea.

 

L’opera percorre un meccanismo di linguaggio narrativo molto vicino ai giorni nostri. Luoghi, suoni, musiche, figure femminili emblemi del vivere di oggi. «È il mondo femminile che andiamo a toccare con in scena un coro di donne che man mano percorrono il loro universo – spiega il regista Nicaso Anzelmo – Un fatto non solo di bianche sottane di seta, o di abiti da sera con i loro trucchi e profumi, ma anche di privato e di intimo mondo di sensibilità e non solo, di aggressività e non solo. Un mondo di dolore, di sangue e di tragici parti insanguinati. Donne e seduzione, donne e famiglia, donne e tradimenti: sono questi i binomi che lo spettacolo vuole percorrere con il coro femminile e con Medea».

 

Uno spettacolo sulla donna Medea che ha da sempre affascinato tutte le stagioni culturali che hanno attraversato l’umanità in questi secoli.

 

Medea madre, Medea moglie, Medea amante, Medea donna. Donna forte e selvaggia, amante tradita, esule infelice e perseguitata, vittima e carnefice della brutalità e della ferocia del marito.

 

Una figura poliedrica di donna e di mostro, di barbara/civilizzata: sono queste a grandi linee gli elementi di questo mito, di questa saga poetica elaborata, di secolo in secolo, nelle più diverse prospettive.

 

Lo spettacolo vuole analizzare e sviluppare uno dei lati presenti nel mito che in questo periodo storico-culturale, è molto attuale: le famiglie scoppiate, le madri tradite, le madri in quanto donne e, a volte, le madri assassine. Uno spettacolo giocato sui rapporti familiari, tra un marito e una moglie, Medea e Giasone appunto, liti e conflitti di una coppia, fino alla soluzione finale: la vendetta femminile contro il maschio dominatore, contro il maschio egoista. Una storia familiare come tante, che in questi ultimi mesi la cronaca nera ha portato alla luce.

 

«La madre Medea entra di diritto tra le “madri assassine” – sottolinea il regista Anzelmo – che uccidono i loro figli per meglio distruggere il marito distruggendo anche il loro ruolo di moglie e di madre. E sono sempre i figli maschi quelli che loro uccidono, togliendo così allo sposo, al marito, la tracotante tranquillità del padre il cui nome e la stirpe i figli perpetueranno: “uccidendoli esse distruggono il padre nello sposo”».

 

Un appuntamento imperdibile, dunque, con la grande tragedia classica che incontra uno dei luoghi archeologici più suggestivi della Calabria.

 

L’evento, che celebra il 41° anno di attività (1985-2026) del Centro Teatrale Meridionale fondato e diretto dall’attore e regista Domenico Pantano, si avvale del patrocinio del Comune di Casignana.

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