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Caldo anomalo e scuole dell’infanzia: il CNDDU propone di anticipare la fine delle attività

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene non più rinviabile una riflessione sull’organizzazione delle attività educative nelle scuole dell’infanzia della provincia di Crotone, alla luce delle profonde trasformazioni climatiche che stanno interessando il territorio e che impongono una revisione delle modalità di erogazione dei servizi pubblici essenziali.

“Il calendario scolastico della Regione Calabria prevede che le attività educative della scuola dell’infanzia si concludano il 30 giugno, mentre le lezioni della scuola primaria e della scuola secondaria terminano intorno all’8 giugno. Una differenza di oltre venti giorni che, in passato, trovava giustificazione nelle peculiari finalità educative e sociali della scuola dell’infanzia, ma che oggi merita una valutazione diversa alla luce dell’evoluzione delle condizioni climatiche e delle caratteristiche del patrimonio edilizio scolastico della provincia di Crotone.

Negli ultimi anni, infatti, la seconda metà del mese di giugno è stata caratterizzata da temperature frequentemente superiori ai 35 gradi. In numerosi edifici scolastici destinati alla scuola dell’infanzia persistono, tuttavia, condizioni strutturali non sempre adeguate ad affrontare tali situazioni, per l’assenza di impianti di climatizzazione o di idonei sistemi di mitigazione del calore.

In questo contesto, i bambini della scuola dell’infanzia, per le loro caratteristiche fisiologiche, risultano particolarmente vulnerabili agli effetti delle elevate temperature. Analogamente, il personale docente e ATA è chiamato a svolgere un’attività educativa e di vigilanza particolarmente delicata in ambienti che possono non garantire condizioni microclimatiche compatibili con il benessere e con la sicurezza.

La questione non riguarda soltanto il comfort ambientale. Riguarda il diritto dei bambini a vivere un’esperienza educativa di qualità, il diritto dei lavoratori ad operare in condizioni sicure e il dovere delle istituzioni di organizzare i servizi pubblici secondo criteri di ragionevolezza, efficacia e prevenzione. La scuola dell’infanzia promuove lo sviluppo dell’identità, dell’autonomia, delle competenze e della cittadinanza del bambino e delle bambine. Favorisce la costruzione della relazione, del pensiero, della creatività e dell’apprendimento attivo.

L’articolo 32 della Costituzione tutela la salute come diritto fondamentale della persona; l’articolo 34 garantisce il diritto all’istruzione; l’articolo 97 impone alla Pubblica Amministrazione di assicurare il buon andamento e l’efficacia della propria azione. A tali principi si affiancano gli obblighi previsti dal Decreto Legislativo n. 81 del 2008, che impone ai datori di lavoro pubblici di valutare tutti i rischi presenti negli ambienti di lavoro, compresi quelli derivanti dalle condizioni microclimatiche, adottando ogni misura necessaria a prevenirli.

Non può sfuggire, inoltre, una evidente asimmetria organizzativa: mentre gli alunni della scuola primaria e della scuola secondaria concludono il proprio percorso didattico prima del periodo statisticamente più esposto alle ondate di calore, i bambini della scuola dell’infanzia e il personale scolastico vi rimangono impegnati per oltre tre settimane aggiuntive, spesso in edifici che non dispongono di adeguati sistemi di climatizzazione. Una differenziazione prevista dall’attuale calendario scolastico, ma che oggi appare meritevole di una verifica alla luce dei principi di proporzionalità, ragionevolezza e tutela della salute.

Per tali ragioni, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani chiede al Dirigente dell’Ambito Territoriale di Crotone di promuovere un tavolo istituzionale con la Direzione Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria, la Regione Calabria, i Comuni della provincia, l’Azienda Sanitaria Provinciale, i dirigenti scolastici e le organizzazioni sindacali, con l’obiettivo di elaborare una proposta condivisa da sottoporre alla Regione finalizzata alla modifica del calendario scolastico 2026/2027.

Il CNDDU chiede inoltre che tutte le istituzioni scolastiche procedano, nell’ambito dell’aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi previsto dal Decreto Legislativo n. 81 del 2008, ad una specifica valutazione del rischio da stress termico, individuando le misure organizzative e preventive necessarie a garantire la tutela della salute dei lavoratori e degli utenti.

Il cambiamento climatico costituisce ormai un elemento strutturale con il quale anche il sistema scolastico è chiamato a confrontarsi. Adeguare l’organizzazione del servizio educativo non significa ridurne la qualità né comprimere i diritti delle famiglie. Significa, al contrario, rendere effettivi i principi costituzionali di tutela della salute, del diritto all’istruzione e della dignità del lavoro, garantendo ai bambini della provincia di Crotone ambienti educativi sicuri, inclusivi e coerenti con le sfide del nostro tempo.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani continuerà a promuovere un confronto costruttivo con tutte le istituzioni competenti affinché il territorio provinciale possa diventare un modello di buona amministrazione, capace di coniugare qualità dell’istruzione, sicurezza degli ambienti scolastici e attenzione concreta ai bisogni delle persone.

Il CNDDU chiede pertanto all’Amministrazione competente di valutare la possibilità di uniformare la data di termine delle lezioni per tutti gli ordini di scuola, salvaguardando il monte ore annuale previsto dalla normativa. Un calendario omogeneo favorirebbe l’equità, la conciliazione tra vita e lavoro delle famiglie e una migliore organizzazione complessiva del servizio scolastico.

La scuola dell’infanzia è il primo segmento del sistema scolastico nazionale, non è un semplice servizio di custodia o assistenza e, in quanto scuola, si configura come un percorso decisivo per promuovere il successo formativo di tutti gli studenti”.

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