L’incontro ha offerto l’occasione per ripercorrere una storia straordinaria iniziata nel 1968, quando Papa Paolo VI°, colpito dalla santità operosa della Madre albanese di Calcutta, la invitò ad aprire una casa per i poveri nella Città Eterna. Da quel primo nucleo pionieristico, passando per il ricavato dell’auto bianca Lincoln donata dal Pontefice e il successivo insediamento nel pollaio restaurato di San Gregorio al Celio, l’opera delle suore non si è mai fermata. Accanto alle religiose opera da decenni una fitta rete di volontari – tra cui numerosi amici della Comunità romana di Comunione e Liberazione e di altre Associazioni – che dedicano tempo ed energie in modo spontaneo e silenzioso. Medici che vestono il grembiule da cucina per la mensa dell’ospizio, insegnanti che curano la riabilitazione fisica dei più fragili, restauratori, educatori e semplici cittadini che offrono vicinanza e dignità agli emarginati, ricevendo in cambio la gioia e la pace profonda di volti in cui traspare la presenza operosa del Signore.
Questo profondo spirito di servizio e dedizione non conosce confini geografici e trova una forte risonanza anche in Calabria, dove le Suore Missionarie della Carità sono presenti con la loro Casa “Dono di Pace”, un Centro di accoglienza e di preghiera a Reggio Calabria, portando avanti quotidianamente lo stesso impegno di amore incondizionato verso i più bisognosi. La presenza delle suore a Reggio Calabria fu voluta direttamente da Madre Teresa, che visitò la città il 20 Maggio 1979 su invito di un sacerdote locale, don Nino Vizzari, dopo aver toccato con mano le difficoltà delle periferie e dei ghetti dell’epoca. Le suore offrono supporto ai poveri, ai senzatetto e alle persone in difficoltà marginali, unendo all’assistenza materiale momenti di preghiera e spiritualità profonda. Come diceva Madre Teresa: «Non possiamo sempre fare grandi cose nella vita, ma possiamo fare piccole cose con grande amore», una frase che riassume perfettamente questa missione.
La visita istituzionale e spirituale della delegazione calabrese si è conclusa all’interno della Chiesa della Divina Misericordia con la celebrazione della Santa Messa, officiata da Monsignor Decio Cipolloni, già Protonotario Apostolico (il livello più alto di onorificenza concesso agli ecclesiastici) durante il pontificato di Benedetto XVI°, già Assistente Ecclesiastico Nazionale dell’Unitalsi e Assistente Spirituale presso la Facoltà di Medicina dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e il Policlinico Gemelli.
«Le toccanti testimonianze e questa carità operosa, che continua a vivere ed espandersi, anche grazie all’eredità spirituale della grande santa Madre Teresa di Calcutta, interpellano profondamente le nostre coscienze e il nostro impegno istituzionale e civile» ha, quindi, sottolineato il Dr. Antonio Belmonte.
