Il generale Roberto Vannacci «forse è un problema per il Paese, perché parla agli arrabbiati, ai populisti, a chi non cerca una soluzione. È un salto nel passato». Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, a margine dell’incontro “Tornare a Crescere. La sfida della Produttività”, organizzato da Assolombarda a Milano.
Rispondendo a una domanda sull’eventuale ruolo di Vannacci nel centrodestra, Occhiuto ha aggiunto: «Non credo abbia una sola ricetta realmente praticabile per i problemi del Paese, né una sola soluzione fattibile per il futuro». Per questo, secondo il governatore, «è evidente che il centrodestra deve evitare di inseguirlo e deve invece competere sul terreno delle riforme, delle iniziative liberali e della produttività del sistema Paese».
Nel suo intervento, Occhiuto ha poi richiamato anche il ruolo di Forza Italia e la necessità di un rilancio dell’identità politica del partito: «Forza Italia deve recuperare la lezione di Berlusconi, tornando a puntare su misure immediatamente riconoscibili dagli elettori, come l’abolizione del bollo auto».
«Forza Italia è abituata ai miracoli – ha aggiunto –. Il primo lo fece Berlusconi quando la creò, rendendola il partito più innovativo degli ultimi cinquant’anni. Un piccolo miracolo lo ha fatto anche Tajani, perché molti pensavano che Forza Italia scomparisse, invece è ancora viva e regge». Secondo Occhiuto, il partito «deve recuperare quella lezione e attualizzarla, puntando su bandiere politiche chiare e riconoscibili. Berlusconi non rimodulava le tasse, le eliminava». Da qui la proposta di «cancellare una piccola patrimoniale come il bollo auto, compensando le Regioni che oggi lo incassano. Costerebbe meno di alcune manovre sull’Irpef e sarebbe una misura facilmente comprensibile dagli elettori».
Interpellato sulla collocazione politica di Carlo Calenda, Occhiuto ha risposto: «Dovete chiederlo a lui», escludendo invece un incontro a Milano con Marina Berlusconi: «Non è previsto».
Il presidente della Regione Calabria ha poi sottolineato la necessità di rafforzare l’area riformista del centrodestra: «Va consolidata una componente capace di attrarre gli elettori moderati che non si riconoscono più nel centrosinistra». «Anche io ho molte consonanze con Calenda, come Forza Italia – ha aggiunto –. C’è la necessità di rafforzare nell’intero sistema politico l’area più riformista».
Secondo Occhiuto, infatti, «dall’altra parte c’è un radicalismo che respinge da tempo il voto di socialisti, riformisti e liberali che un tempo si riconoscevano nel centrosinistra». Per questo, ha concluso, «è fondamentale che il centrodestra rafforzi la sua componente più capace di intercettare le sfide del futuro».
Infine, intervenendo sul ruolo del settore pubblico, Occhiuto ha sottolineato che «deve svolgere un ruolo di facilitatore dello sviluppo, puntando su semplificazione amministrativa, tempi certi e procedure rapide, senza sostituirsi al mercato nelle scelte industriali».
«Amministrare – ha spiegato – significa valorizzare le opportunità e non limitarsi a descrivere i problemi». Richiamando l’esperienza della Calabria, ha evidenziato che «quando si interviene con riforme mirate anche i contesti più difficili possono cambiare». E ancora: «I dati economici degli ultimi anni, con la Calabria indicata da Bankitalia come la regione cresciuta di più nel 2025, non cancellano i ritardi storici, ma dimostrano che un’inversione di tendenza è possibile».
Per Occhiuto, un elemento decisivo resta la semplificazione: «Per un imprenditore è fondamentale poter pianificare investimenti con tempi certi. Un’amministrazione efficiente, che accelera le decisioni, è spesso un incentivo più importante di qualsiasi contributo economico».
