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MitiCu! Festival del Mito e della Cultura Greca Locri, 3-7 settembre

Il mare come elemento naturale, ma anche come spazio mitico, politico, religioso e filosofico è il grande protagonista della terza edizione di “MitiCu”, il Festival del Mito e della cultura greca, che va in scena dal 3 al 7 settembre 2026, a partire dalle ore 18.00, in Piazza Nassiriya, a Locri, realizzato dal Gal Terre Locridee, con il patrocinio del Comune di Locri, e curato da un comitato scientifico di alto profilo.

“Mare, Pontos. Rotte del mito”, la suggestiva traccia che fa da filo conduttore all’evento.  Il mare è quello di Odisseo e degli Argonauti, degli dèi e dei naufragi, delle tempeste e degli approdi; ma è anche il Mediterraneo contemporaneo, segnato da migrazioni, crisi climatiche, conflitti e nuove forme di responsabilità collettiva. In greco, pontos è l’alto mare, il mare aperto di Omero – “il mare color del vino” – ed è anche una divinità primordiale in Esiodo, forza salata e originaria che nutre dèi e uomini. Pontos è inoltre il Mar Nero dei miti di Medea e degli Argonauti, regione di frontiera, di scambi e di attraversamenti: una parola antica che custodisce in sé l’idea stessa del ponte, del passaggio, della rotta. MitiCu! 2026 si propone di attraversare, insieme, il mare: mare aperto, mare di confine, mare che unisce.

Il festival si apre con un gesto corale che è già in sé una mappa dei temi a venire: Filippomaria Pontani e Silvia Bigai, per Classici Contro, insieme a studenti e studentesse del Polo Liceale di Locri, intrecciano voci antiche e moderne – da Alvaro a Seferis, da Omero a Pasolini, da Eschilo a Seneca – con un racconto che va dal lessico del mare alla xenía, la cultura dell’ospitalità nel mondo antico, passando per Odisseo e Medea, le due ‘rotte’ che il festival seguirà nei giorni successivi. Il filo di Odisseo prosegue con Maddalena Giovannelli, che ci parlerà delle moderne Odissee sulla scena, e con una lettura di passi scelti del poema omerico, introdotti e commentati da Filippomaria Pontani, che ne restituisce il respiro di racconto orale. A intrecciarsi con questo filo, la voce del territorio: un reading dei versi di Salvino Nucera, in greko di Calabria a cura dell’Associazione ellenofona ‘Jalò tu Vua’, a testimonianza del legame vivo tra la Calabria e la cultura greca. Medea ritorna in una duplice veste: quella storico-iconografica, con Gianfranco Adornato e Maurizio Paoletti che ne ricostruiscono il mito attraverso le immagini della tradizione greco-romana, e quella teatrale, nelle Argonautiche di Apollonio Rodio messe in scena dai Sacchi di Sabbia, con la regia di Giovanni Guerrieri e l’interpretazione di Silvio Castiglioni, in dialogo con Francesco Morosi e Cristina Pace. Il mare sarà indagato anche nella sua dimensione sacra e rituale: storici e storiche delle religioni – Antonella Bellantuono, Carmelo Nicolò Benvenuto, Francesco Massa e Arianna Rotondo – esploreranno il Mediterraneo antico attraverso culti, divinità e pratiche religiose legate al mare e alle sue frontiere. Ampio spazio sarà dato alle arti performative: dopo Le Argonautiche dei Sacchi di Sabbia, Achille Fulfaro, con il suo nostos in musica verso la sua Itaca; il collettivo TRA.tTe, con un laboratorio teatrale, pomeridiano, aperto a un pubblico di tutte le età e con lo spettacolo Pangea – Quando arriva il mare, che intreccia la memoria, privata e collettiva, ai miti del mare nella forma ibrida di monologo e concerto.

L’approdo è al nostro presente più urgente: il Mediterraneo non solo come scenario del mito, ma come realtà concreta segnata da trasformazioni climatiche, sfruttamento e conflitti. Gabriele Montalbano, Vincenzo Romania e Vittorio Zito racconteranno le migrazioni di oggi da una prospettiva storica e sociologica, l’esperienza umana universale del cercare di vivere o sopravvivere altrove – tra spostamenti imposti e volontari – fino a toccare da vicino la realtà locale, in una riflessione sul nostro rapporto con l’alterità e l’accoglienza.

La proiezione del film documentario Cutro, 94…and more, introdotta dal regista Angelo Resta in dialogo con Carlo Fanelli, ci mostrerà un mare che continua a essere luogo di vita, di transito e, troppo spesso, di tragedia. Il festival si chiuderà con Il risveglio della cicala, nato dal progetto RISALAT: una corrispondenza epistolare tra la Palestina e l’Italia tra due donne che si riconoscono l’una nell’altra grazie a un ponte di lettere gettato sulle due sponde del Mediterraneo. È l’ultima rotta di MitiCu!: non più soltanto storie di eroi e dèi, ma di voci umane distanti che, attraverso il mare – un mare come pontos –, possono, se lo vogliono, riconoscersi.

MitiCu! riporta nel cuore della Magna Grecia un dialogo vivo con il mondo antico, facendo risuonare i miti greci – e non solo – sulle questioni urgenti del nostro presente, facendosi dunque voce del contemporaneo.

Il programma

3 settembre

18:00 Saluti istituzionali

18:30 Mare di speranza, mare di pauraDalla Grecia antica ad oggi

Filippomaria Pontani (Università Ca’ Foscari Venezia) e Silvia Bigai (Aletheia – Università Ca’ Foscari Venezia) Azioni, letture e musiche progettate da Classici Contro e da studenti e studentesse del Polo Liceale di Locri Introduce Giulia Fiore (Università di Strasburgo)

21:30 Intorno alle Argonautiche

Francesco Morosi (Università di Udine) e Cristina Pace (Università di Roma Tor Vergata)

Le Argonautiche, I Sacchi di Sabbia (con Silvio Castiglioni)

Dopo lo spettacolo, Francesco Morosi, Cristina Pace, il regista Giovanni Guerrieri e Silvio Castiglioni dialogheranno con il pubblico

4 settembre

18:30 Odissee sulla scena: viaggio e ritorno, Maddalena Giovannelli (Università della Svizzera Italiana) Modera Isacco Bianchini (Università di Barcellona)

19:15 Isole, mare, oceano: capire l’Odissea, lettura pubblica da Omero, introduce e commenta Filippomaria Pontani (Università Ca’ Foscari Venezia)

21:30 To kruma ton logo, il suono delle parole, letture in greko di Calabria a cura dell’associazione ellenofona ‘Ismìa greka Jalò tu Vua’

5 settembre

18:30 Umanità e divinità del Mediterraneo antico

Antonella Bellantuono (Università Cattolica di Lovanio), Carmelo Nicolò Benvenuto (Università della Basilicata), Francesco Massa (Università di Torino), Arianna Rotondo (Università di Catania)

Modera Laura Bigoni (Università di Friburgo)

21:30 Nella distensione del tempo. Parole, musica e gesti teatrali, di e con Achille Fulfaro

6 settembre

17:30 Le nostre rotte. Laboratorio teatrale di storie e memorie, a cura del collettivo TRA.tTe

19:00 Eroi, dèi e una maga sulle onde del Mediterraneo

Gianfranco Adornato (Scuola Normale Superiore di Pisa) e Maurizio Paoletti (Università della Calabria) Modera Elena Trunfio (Direttrice del Museo e del Parco Archeologico di Locri)

21:30 Pangea – Quando arriva il mare, di e con il collettivo TRA.tTe

7 settembre

18:00 Pontos capovolto. Il Mediterraneo da spazio di incontro a confine liquido

Gabriele Montalbano (Università di Messina), Vincenzo Romania (Università di Padova), Vittorio Zito (sindaco di Roccella)

Moderano Laura Bigoni (Università di Friburgo) e Giulia Fiore (Università di Strasburgo)

19:00 Proiezione del film documentario Cutro, 94…and more

Prima della proiezione, il regista Angelo Resta dialoga con Carlo Fanelli (Università della Calabria)

21:30 Il risveglio della cicala, di e con Margherita Monti e Sofia Novello Gergen, RISALAT con il supporto di Cantieri Meticci

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