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Crotone, a rischio 49 collaboratori scolastici: l’appello del Coordinamento Docenti al Ministero

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime forte preoccupazione in merito alla situazione dei 49 collaboratori scolastici ex tirocinanti in servizio presso le istituzioni scolastiche della provincia di Crotone, il cui rapporto di lavoro risulta in prossima scadenza, con il concreto rischio di determinare una significativa compromissione della continuità dei servizi ausiliari indispensabili al regolare funzionamento delle istituzioni scolastiche autonome.
La questione trascende la dimensione strettamente occupazionale e investe profili di rilevanza costituzionale e ordinamentale, in quanto attiene all’effettività del diritto all’istruzione, alla continuità dell’azione amministrativa e al buon andamento della pubblica amministrazione, principi sanciti dagli articoli 3, 34 e 97 della Costituzione.
Nell’assetto delineato dal D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275, recante il Regolamento dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, il personale ATA costituisce elemento strutturale dell’organizzazione scolastica. L’autonomia funzionale delle scuole presuppone infatti la disponibilità di risorse professionali idonee ad assicurare il regolare svolgimento delle attività amministrative, tecniche e ausiliarie, senza le quali risulterebbe compromessa la concreta erogazione del servizio pubblico di istruzione.
I collaboratori scolastici, secondo quanto previsto dal vigente CCNL del Comparto Istruzione e Ricerca e dal relativo ordinamento professionale, svolgono funzioni essenziali riconducibili non soltanto alla custodia e alla vigilanza degli ambienti scolastici, ma anche all’accoglienza dell’utenza, all’assistenza materiale agli alunni — con particolare riguardo agli studenti con disabilità —, al supporto organizzativo delle attività didattiche e alla collaborazione nell’attuazione delle misure previste dalla normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Tali prestazioni concorrono direttamente alla realizzazione del diritto allo studio e alla piena attuazione del principio di inclusione scolastica, cardine dell’ordinamento educativo nazionale.
In tale contesto, il permanere di una situazione di precarietà riguardante personale che, da anni, assicura continuità operativa all’interno delle istituzioni scolastiche appare suscettibile di determinare effetti pregiudizievoli sia sotto il profilo dell’efficienza organizzativa sia sotto quello della qualità dei servizi erogati agli studenti e alle famiglie. L’esperienza professionale maturata costituisce, infatti, un patrimonio organizzativo che l’Amministrazione è chiamata a valorizzare nel rispetto dei principi di efficacia, efficienza, economicità e continuità dell’azione amministrativa di cui all’articolo 1 della legge 7 agosto 1990, n. 241.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani richiama, altresì, il disposto dell’articolo 1 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, che individua tra le finalità fondamentali dell’organizzazione delle pubbliche amministrazioni il miglioramento dell’efficienza dei servizi, la valorizzazione delle risorse umane e la garanzia di un’amministrazione capace di rispondere con efficacia ai bisogni della collettività. Tali obiettivi risultano difficilmente perseguibili ove si perpetuino condizioni di incertezza che incidono su professionalità ormai pienamente integrate nel sistema scolastico.
La stabilità del personale ausiliario assume, inoltre, particolare rilievo alla luce delle crescenti responsabilità organizzative attribuite alle istituzioni scolastiche dall’evoluzione della normativa in materia di inclusione, sicurezza degli edifici, prevenzione dei rischi, tutela dei minori e gestione dei servizi connessi all’attuazione del Piano Triennale dell’Offerta Formativa.
Il Coordinamento rivolge pertanto un appello al Ministero dell’Istruzione e del Merito affinché, nell’ambito delle proprie prerogative e in raccordo con il Governo e il Parlamento, promuova ogni iniziativa utile a garantire una soluzione strutturale alla vicenda dei collaboratori scolastici ex tirocinanti, superando il ricorso a strumenti temporanei e assicurando certezza giuridica e continuità lavorativa a personale che ha dimostrato, nel tempo, competenza, affidabilità e piena integrazione nell’organizzazione scolastica.
La tutela dei diritti dei lavoratori e la salvaguardia della qualità del servizio pubblico di istruzione costituiscono interessi convergenti e non contrapposti. Garantire continuità occupazionale a figure ormai indispensabili all’organizzazione delle scuole significa rafforzare il principio costituzionale del buon andamento dell’amministrazione, assicurare condizioni di effettiva funzionalità alle istituzioni scolastiche autonome e dare concreta attuazione ai valori di dignità della persona, solidarietà e giustizia sociale che informano l’ordinamento della Repubblica.

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