Proteggere l’identità produttiva della Calabria dalla contraffazione globale e proiettarla sui mercati internazionali sfruttando le più moderne tecnologie digitali. Nasce con questa forte ambizione la proposta di legge depositata dalla consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Elisabetta Maria Barbuto, dal titolo “Disposizioni per la tutela e la trasparenza delle imprese artigiane e norme per la valorizzazione e la promozione delle
Indicazioni Geografiche (IG) dei prodotti artigianali e industriali della Calabria”. Il testo recepisce la svolta storica impressa dal Regolamento dell’Unione Europea 2023/2411 e dalla recente normativa nazionale sul Made in Italy, estendendo alle eccellenze manifatturiere non alimentari (dalle ceramiche di Squillace e Seminara ai tessuti di Tiriolo, dalla seta di Catanzaro alla liuteria di Bisignano e alla pietra lavorata) lo stesso scudo giuridico di cui beneficiano da tempo i prodotti DOP e IGP dell’agroalimentare.
“Questo provvedimento non è un semplice omaggio alla memoria, ma una vera infrastruttura per lo sviluppo economico futuro”, spiega la consigliera pentastellata Elisabetta Barbuto. “Il testo accoglie le sollecitazioni espresse da CNA Calabria, che da mesi richiama le istituzioni sull’urgenza di un quadro normativo regionale aggiornato. Nel mercato globale i falsi circolano in tempi rapidissimi, deprimendo i ricavi. Se restiamo fermi rischiamo che altre realtà esterne, pur con meno storia, si organizzino prima e ci sottraggano quote di mercato. La Calabria non può permettersi di rincorrere, dobbiamo guidare questo cambiamento per offrire alle nostre imprese gli strumenti giusti per difendersi dalla concorrenza sleale e fermare la delocalizzazione”.
La proposta di legge interviene con decisione innanzitutto sul piano della trasparenza, introducendo il divieto assoluto di utilizzare i termini “artigiano”, “artigianato” e “artigianale” nella comunicazione e nelle etichettature per tutti i soggetti non iscritti all’apposito Albo.
“Non possiamo più tollerare che si speculi sulla reputazione delle nostre tradizioni”, incalza Barbuto. “Chi compra un prodotto calabrese deve avere la certezza matematica che sia autentico. Per questo finanziamo con i primi 100.000 euro le reti d’impresa nella stesura dei complessi disciplinari richiesti dall’Unione Europea (EUIPO) e avviamo la mappatura per dare vita al primo ‘Atlante delle potenziali IG artigianali e industriali della Calabria’”.
La vera innovazione della legge risiede nel connubio tra tradizione e futuro: un fondo di 120.000 euro sosterrà l’introduzione della Blockchain e di sistemi di etichettatura digitale avanzata per blindare l’autenticità dei manufatti, mentre ulteriori 130.000 euro consentiranno l’inserimento immediato dei futuri marchi IG calabresi nelle manifestazioni fieristiche internazionali della Regione. Previste, infine, corsie preferenziali nei bandi per le aziende che investono sul ricambio generazionale verso gli under 35, contrastando lo spopolamento dei borghi.
L’intero impianto prevede uno stanziamento complessivo di 350.000 euro per il triennio 2026-2028.
“Si tratta di una manovra d’avanguardia e immediatamente efficace”, conclude Elisabetta Barbuto. “Abbiamo studiato un meccanismo finanziario virtuoso che non grava sul bilancio autonomo corrente della Regione, poiché attinge direttamente ai fondi strutturali europei del PR Calabria FESR FSE+ 2021-2027. Lavorando in sinergia con il mondo artigiano, convertiamo le radici culturali dei nostri borghi in autentico valore d’impresa, capace di generare ricchezza e occupazione stabile”.
