“Scuotendosi di dosso il giogo politico, la società civile si scuote di dosso i lacci che avvincevano il suo spirito egoista” - Karl Marx
HomeCalabriaCosenzaCorigliano-Rossano, Antonio De Florio presenta "Siamo ciò che raccontiamo" al Museo Amarelli

Corigliano-Rossano, Antonio De Florio presenta “Siamo ciò che raccontiamo” al Museo Amarelli

Dopo aver interrogato il nostro tempo attraverso due dei suoi nodi più delicati, la guerra e la crisi della democrazia, Estate al Museo 2026 conclude il percorso di agosto riportando lo sguardo sulle persone. Lunedì 10 agosto, alle ore 18.30, l’Auditorium Alessandro Amarelli ospiterà Antonio De Florio Palopoli con Siamo ciò che raccontiamo. Storie di strada e di tennis, terzo appuntamento della venticinquesima edizione della rassegna che conferma il Museo della Liquirizia Giorgio Amarelli come uno dei principali presìdi culturali del territorio.

 

A DIALOGARE CON L’AUTORE LA GIORNALISTA CAPPARELLI E IL MAGISTRATO GRECO

Dopo il confronto con Tommaso Greco, vincitore del Premio Sila 2026 per la Saggistica con Critica della ragione bellica, e quello con Lorenzo De Sio, autore di Democrazia addio, il calendario prosegue con un’opera che cambia prospettiva senza interrompere il filo conduttore della rassegna: comprendere il presente attraverso idee, esperienze e testimonianze capaci di generare riflessione. L’incontro, promosso dal Museo della Liquirizia Giorgio Amarelli insieme ad ADSI Calabria, Luigi Pellegrini Editore e Mondadori Bookstore di Corigliano-Rossano, vedrà dialogare con l’autore la giornalista del TG1 Gabriella Capparelli e il magistrato Riccardo Greco.

 

UNA VITA RACCONTATA ATTRAVERSO GLI INCONTRI

Nel suo libro Antonio De Florio ribalta il punto di vista del cronista che per una vita ha raccontato gli altri per scegliere di raccontare se stesso. Ne nasce un percorso che intreccia memoria personale e giornalismo, grandi eventi internazionali, passioni sportive e incontri decisivi, a partire dalla lettera inviata da adolescente a Oriana Fallaci, destinata a cambiare il corso della sua vita professionale. Le pagine attraversano luoghi, esperienze e conflitti, ricordando come ogni esistenza sia il risultato delle storie che decide di custodire e trasmettere.

 

VENTICINQUE ANNI DI CULTURA COME ESPERIENZA CONDIVISA

Con il terzo appuntamento di agosto si consolida una storia lunga venticinque anni che ha fatto del Museo della Liquirizia un luogo stabile di confronto tra ricerca, editoria, istituzioni e società civile. Una programmazione che continua a trasformare un museo d’impresa in uno spazio aperto al dibattito culturale, contribuendo ad arricchire l’offerta identitaria di Corigliano-Rossano e della Calabria ben oltre la stagione estiva.

Articoli Correlati