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Referendum sullo Statuto, la Regione Calabria ricorre al Consiglio di Stato

Nuovo passaggio giudiziario sul referendum che dovrà chiamare i calabresi a pronunciarsi sulle modifiche allo Statuto regionale. La Regione Calabria ha deciso di impugnare davanti al Consiglio di Stato la sentenza con cui il Tar aveva dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro il via libera alla consultazione popolare.

L’Avvocatura regionale ha quindi presentato appello contro la decisione dei giudici amministrativi. Il Tar Calabria, nella sentenza dell’11 settembre, aveva rilevato un «difetto relativo di giurisdizione», ritenendo che la controversia non fosse di competenza del giudice amministrativo e indicando la possibilità di riproporre l’azione davanti al giudice ordinario.

La vicenda riguarda il referendum sulla legge regionale 3 marzo 2026, n. 9, con la quale è stato modificato lo Statuto della Calabria. Tra le novità previste dal provvedimento figurano l’introduzione di un massimo di due sottosegretari alla Presidenza della Giunta e modifiche alla composizione dell’esecutivo regionale. Lo Statuto stabilisce che i sottosegretari possano partecipare alle riunioni della Giunta, ma senza diritto di voto.

La consultazione, salvo ulteriori sviluppi giudiziari, resta in calendario per domenica 29 novembre 2026, quando saranno chiamati alle urne gli elettori calabresi. Il referendum era stato indetto dal presidente della Regione Roberto Occhiuto dopo che l’Ufficio centrale regionale presso la Corte d’Appello di Catanzaro aveva dichiarato ammissibile la richiesta avanzata da sette consiglieri regionali.

Dopo la pronuncia del Tar, Occhiuto aveva affidato alla struttura legale regionale la valutazione sul seguito del contenzioso: «Deciderà l’avvocatura», aveva dichiarato il presidente. A distanza di pochi giorni è arrivata la scelta di ricorrere al Consiglio di Stato.

Il quesito referendario riguarda il testo della legge statutaria approvato in seconda deliberazione dal Consiglio regionale il 27 gennaio 2026. Agli elettori sarà chiesto di esprimersi sull’approvazione delle modifiche allo Statuto, tra le quali rientra la nuova figura dei sottosegretari.

L’appello apre dunque un ulteriore capitolo del contenzioso mentre, al momento, non cambia la data fissata per il voto: il 29 novembre i calabresi restano chiamati a pronunciarsi sulla riforma statutaria.

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