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Reggio, al Museo Frangipane l’ultima tappa del Festival AGAPE tra teatro, poesia e danza

Si avvia alla conclusione AGAPE 2ᵃ – Le sfumature dell’Amore, il festival dedicato alla cultura e all’identità greca della Calabria, su cui si è alzato il sipario lo scorso 3 settembre, con una proposta articolata tra arte, teatro, laboratori e iniziative incentrate sulla contaminazione tra corpo e parola. Tra gli appuntamenti più partecipati, “Danzare il grecanico”, laboratorio di teatrodanza incentrato sulla musicalità della lingua, e “Storie di un treno locale”, percorso di drammaturgia che mette in relazione il territorio e l’evoluzione dei generi teatrali. La rassegna ha, inoltre, ospitato artisti come il danzatore e coreografo Gabriele Naccarato, autore di KALI HOPE. L’urlo di Calliope, e l’attore e autore Angelo Colosimo, con la sua ASP – Armata Spaccamattoni.

Successi che si sono susseguiti in diversi luoghi del quadrante sud della Città Metropolitana di Reggio Calabria conducendo verso l’ultima tappa che si terrà, venerdì 25 settembre, presso il Museo d’Arte “A. Frangipane”.

Ad aprire la giornata conclusiva di AGAPE – promosso dal Comune di Reggio Calabria nell’ambito del progetto “ReggioFest2026: cultura diffusa” e finanziato a valere sul Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo della Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura – alle ore 10, sarà il Laboratorio di scenografia teatrale “Pietre sociali” con Silvana Esposito, scenografa e costumista. Fino alle ore 13, i partecipanti potranno trasformare materiali raccolti in natura, in particolare le pietre, in elementi scenografici per un teatro naturale e parlante. Le pietre diventeranno superfici su cui dipingere le emozioni della natura selvaggia e potranno accogliere parole in lingua grecanica, trasformandosi in oggetti “sonori”. Il laboratorio intende esplorare il potenziale espressivo degli elementi naturali, anche di quelli percepiti come ostacoli o pietre d’inciampo, per restituire loro una nuova funzione nel linguaggio teatrale.

Alle ore 17.30, sempre all’interno del Museo Frangipane, sarà presentata “Theòrema”, performance di poesia visiva in lingua grecanica con il poeta Gianfranco D’Aguì. Il laboratorio, condotto da Angelica Artemisia Pedatella, attrice e regista poliedrica, insieme a D’Aguì, nasce dalla ricerca sulla poesia greco-calabra e sulla sua eredità immateriale. Le parole diventano immagini, azioni e gesti, mentre la poesia si apre alla dimensione performativa, in un incontro tra linguaggio, corpo e spazio.

A suggellare il festival, dalle ore 19, sarà la performance di teatrodanza “I agricì piszilìa”La bellezza selvaggia, fruibile attraverso visori multimediali. Il pubblico potrà assistere a tre repliche, con ingressi a turnazione, in un’esperienza immersiva che mette in relazione natura, movimento e dimensione poetica della lingua grecanica. La serata si concluderà con l’esposizione dei lavori scenografici realizzati durante il laboratorio della mattina.

AGAPE – sostenuto da vari partner come il Circolo Culturale Apodiafazzi, GALBATIR, P.I.C. CASSIODORO, il Liceo Campanella-Preti-Frangipane, l’Associazione Muricello, l’Associazione FATA MORGANA, il Museo d’Arte Frangipane e il Comitato di quartiere Reggio Calabria Sud – è presentato dalla Compagnia Teatrale BA17, con la direzione artistica di Angelica Artemisia Pedatella e la supervisione organizzativa di Silvana Esposito.

La Compagnia porta avanti una ricerca che utilizza il teatro come strumento di attraversamento della memoria e di rilettura del patrimonio culturale calabrese, mettendo in dialogo linguaggi contemporanei e radici identitarie. In questa prospettiva si inserisce il lavoro sulla lingua grecanica, non soltanto come patrimonio da conservare, ma come materia viva capace di generare nuove forme artistiche.

Con quest’ultima tappa, il festival – intitolato a Salvino Nucera, poeta e scrittore scomparso il 10 luglio 2025, traduttore e appassionato divulgatore della lingua greca di Calabria – rinnova la propria vocazione a fare del teatro un luogo di incontro, conoscenza e ricomposizione della memoria collettiva, riportando al centro la lingua, i paesaggi e le radici della Calabria greca.

«Il patrimonio immateriale della Calabria ha un valore incommensurabile, ma oggi rischia di essere meno tutelato. Abbiamo bisogno di tornare all’identità, fatta di storie, miti, canti e memorie. La lingua greca di Calabria ha subito durissimi colpi nel corso del ‘900, ma ha saputo resistere. Il nostro compito è raccoglierne l’eredità, prendercene cura, preservarla e, dove possibile, ricostruire i frammenti andati perduti» commenta Pedatella illustrando quanto, per la Compagnia BA17, portare il grecanico sulla scena significa restituirgli uno spazio contemporaneo, permettendogli di continuare a parlare, a trasformarsi e a incontrare nuovi pubblici.

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