FINTRED Calabria comunica che domani, venerdì 6 novembre, dalle ore 10:30 alle ore 12:00, si terrà un sit-in pacifico in Via Diana n. 3, davanti alla sede della Direzione Generale dell’ASP di Reggio Calabria.
La manifestazione nasce a seguito del mancato riscontro alla richiesta di incontro istituzionale urgente trasmessa il 27 ottobre alla Direttrice Generale dell’ASP, dott.ssa Maddalena Berardi, per affrontare le gravi criticità assistenziali che interessano i pazienti dializzati del territorio reggino.
FINTRED Calabria aveva chiesto un confronto concreto sulle iniziative necessarie a dare attuazione alla D.G.R. n. 683 del 19 ottobre 2026, con la quale la Regione Calabria ha autorizzato l’incremento temporaneo di 10 posti rene nell’area metropolitana di Reggio Calabria.
È doveroso riconoscere che la Regione Calabria, con questo provvedimento, ha finalmente assunto una decisione concreta, rompendo con una situazione che per troppo tempo non aveva trovato risposte. Il percorso era partito da una richiesta di 29 posti rene aggiuntivi, successivamente rimodulata a 19 e infine definita in 10 posti. Un numero certamente inferiore a quello originariamente necessario e richiesto, ma che rappresenta comunque un riconoscimento istituzionale della carenza assistenziale esistente nel territorio reggino.
Si tratta di un passaggio particolarmente significativo anche perché, per lungo tempo, l’ASP aveva sostenuto una posizione che non riconosceva la medesima carenza di posti rene. Oggi, invece, il provvedimento regionale prende atto della criticità e autorizza un incremento straordinario dell’offerta assistenziale. Una contraddizione che merita finalmente un chiarimento e, soprattutto, un superamento attraverso atti concreti.
La Regione ha fatto un passo nella direzione richiesta. Adesso è l’ASP che deve tradurre quella decisione in assistenza effettiva, senza ulteriori ritardi.
A rendere ancora più urgente il confronto è la condizione dei circa 30 pazienti trasferiti temporaneamente presso il Grande Ospedale Metropolitano, costretti ad affrontare trattamenti dialitici in orario notturno, con conclusione delle sedute intorno all’una. Una situazione che comporta pesanti ripercussioni sulla salute, sulla vita quotidiana e sulle famiglie, soprattutto in presenza di persone fragili e con disabilità.
I 10 posti autorizzati non possono rimanere soltanto sulla carta: occorre conoscere quali soluzioni immediate l’ASP intenda adottare per alleviare già da domani il disagio dei pazienti e non fra sei mesi.
Non chiediamo privilegi, ma che siano garantiti diritti già riconosciuti e richiamati dalla stessa Regione Calabria con la D.G.R. n. 683 del 19 ottobre 2026: il diritto alla continuità assistenziale, alla presa in carico territoriale, all’appropriatezza delle cure e soprattutto alla prossimità dell’assistenza, affinché ogni paziente possa ricevere il trattamento dialitico in una struttura il più possibile vicina alla propria residenza e secondo le proprie condizioni ed esigenze individuali. Principi che trovano ulteriore richiamo nell’intervento del Garante regionale per i diritti delle persone con disabilità, che ha sollecitato un percorso concreto e condiviso per tutelare i pazienti e ridurre i disagi che stanno affrontando.
