“Marco Ambrogio continua la sua personale campagna di mistificazione della realtà, ma i cittadini di San Giovanni in Fiore hanno già espresso un giudizio chiaro e inappellabile lo scorso 8 giugno. Dopo aver gestito il Comune negli ultimi sei anni insieme alla moglie Rosaria Succurro, lasciando in eredità 8 milioni di euro di debiti fuori bilancio e una gestione chiacchierata e costellata da ombre sulle quali bisogna fare piena luce e ci auguriamo siano fugate a conclusione delle indagini avviate dalla Direzione Distrettuale Antimafia, Ambrogio pretende oggi di salire in cattedra e dare lezioni di amministrazione a chi si è insediato solo da pochi mesi.
Fin dal giorno successivo alla sonora sconfitta elettorale, l’unico obiettivo di Ambrogio è stato quello di paralizzare il paese e impedire al sindaco Antonio Barile e alla nuova Giunta di lavorare. Ha cercato di spingere i consiglieri eletti nelle sue liste alle dimissioni di massa per provocare lo scioglimento del Consiglio Comunale . Ha fallito! Non ci è riuscito perché, fortunatamente per San Giovanni in Fiore, diversi consiglieri di opposizione intendono fare il proprio dovere nell’interesse dei cittadini e rifiutano di piegarsi a una logica del “muoia Sansone con tutti i Filistei” guidata da calcoli e interessi personali.
Finito nell’isolamento politico, Ambrogio torna alla carica chiedendo le dimissioni del Sindaco con argomenti del tutto inconsistenti.
• Sui conti dell’Ente: la Giunta Barile ha approvato il bilancio consuntivo 2025 prendendo atto di un disavanzo di 8 milioni di euro: un’eredità pesante lasciata proprio dall’amministrazione Succurro-Ambrogio. Contrariamente alle ricostruzioni di comodo, il rendiconto ha ottenuto il parere favorevole del Collegio dei Revisori dei Conti.
• Sulla vicenda dei 173 lavoratori “Invisibili”: si assiste a uno sciacallaggio politico sulla pelle delle famiglie. Il sindaco Barile ha dichiarato la massima disponibilità ad assumere i lavoratori non appena la Regione Calabria formalizzerà con un atto concreto e vincolante l’impegno finanziario per la stabilizzazione. Invece di lanciare accuse false, Ambrogio solleciti sua moglie, consigliere regionale di maggioranza, ad intervenire per far emettere subito il decreto di copertura finanziaria.
Perché Marco Ambrogio chiede le dimissioni del Sindaco a meno di cinque mesi dal voto? Evidentemente perché è preoccupato
Per bloccare l’approvazione del rendiconto, che certifica nero su bianco le gravi responsabilità amministrative della passata gestione Succurro-Ambrogio.
Per scaricare sul Sindaco Barile e sull’attuale amministrazione le colpe del mancato percorso sulla stabilizzazione dei 173 lavoratori invisibili, usando la disinformazione come arma politica.
Per cercare di distogliere l’attenzione sulla spregiudicata e discutibile gestione degli ultimi anni di Comune e Provincia di Cosenza sulla quale si sono accese le luci per verificare cosa è realmente accaduto nella gestione delle risorse pubbliche ed accertare la verità
Marco Ambrogio se ne faccia una ragione: i consiglieri comunali non sono pedine manovrabili a comando, e i cittadini di San Giovanni in Fiore hanno compreso benissimo quanto accaduto in questi anni.
Le luci psichedeliche e le passerelle di facciata si sono spente e si sono accesi i riflettori della verità, della trasparenza e del rigore amministrativo.
San Giovanni in Fiore chiede onestà, giustizia e riscatto: il sindaco Barile e la sua amministrazione risponderanno a questa chiamata con determinazione nel rispetto del mandato popolare espresso attraverso il voto, lavorando ogni giorno per tutelare la comunità e proiettarla verso il futuro. Quanti amano San Giovanni e sono persone libere e non ricattabili non possono assecondare disegni distruttivi o avallare manovre che nulla hanno a che fare con il bene comune. Il Comitato 18 Gennaio riconferma pieno sostegno al Sindaco Barile e alla Amministrazione Comunale ed invita i consiglieri comunali ad un dialogo costruttivo per far fronte alla grave situazione nella quale è stato condotto il nostro Comune”.
E’ quanto si legge in un comunicato stampa del Comitato 18 Gennaio.
