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Museimpresa pubblica “Il vocabolario della cultura d’impresa”

Oltre centoventi parole per raccontare la cultura d’impresa italiana, le sue radici e la sua capacità di essere strumento di costruzione del futuro. In occasione dei suoi 25 anni, Museimpresa, l’associazione che riunisce musei e archivi di grandi, medie e piccole imprese italiane, fondata a Milano nel 2001 per iniziativa di Assolombarda e Confindustria, pubblica “Il vocabolario della cultura d’impresa”, edito da Marsilio Arte e curato in collaborazione con Scuola Holden.
Un alfabeto condiviso con una trama unica, in cui l’arte si intreccia alla capacità tecnica, la creatività alla tecnologia, la cultura al saper fare. Costruito a partire dalle parole scelte dai musei e dagli archivi d’impresa associati a Museimpresa, racconta in modo originale e accessibile, le storie, i valori, i saperi e le competenze che hanno contribuito allo sviluppo dell’industria italiana.
Ogni parola apre una finestra su un mondo: tecniche tramandate nel tempo, idee che hanno cambiato il modo di produrre, consumare, conquistare spazi sui mercati internazionali, esperienze che hanno segnato intere generazioni. Le oltre centoventi voci raccolte mostrano quanto sia ricco e variegato l’universo dell’industria italiana e quanto lavoro, passione e creatività ci siano dietro le imprese che conosciamo oggi. Insieme le parole formano una mappa di significati che restituisce al lettore l’identità dell’impresa come luogo di produzione non solo economica ma anche simbolica: spazio di sapere, di cultura, di relazione. Un patrimonio vivo, capace di connettere tradizione e futuro.
“Quando parliamo di cultura d’impresa intendiamo una cultura ampia e stratificata, che è insieme memoria e progetto, capitale sociale e visione – ha spiegato il presidente di Museimpresa Antonio Calabrò – interpretando saperi umanistici e conoscenze scientifiche, creatività e rigore produttivo, tradizione e innovazione: un vero e proprio “umanesimo industriale” che oggi si declina anche come “umanesimo digitale”. È da questo intreccio che nasce una parte significativa dell’eccellenza italiana, dai settori storici del Made in Italy ai comparti ad alta tecnologia. Per i venticinque anni di Museimpresa – continua Calabrò – abbiamo scelto di raccontare tutto questo attraverso le parole, quelle che i Musei e gli Archivi d’impresa associati hanno scelto come più rappresentative della propria storia. Parole che funzionano come ponti capaci di collegare un manufatto alla mano che lo ha creato, un’epoca a un’altra, una persona a un destino, donandoci profondità e memoria.”
Ed il presidente Calabrò a firmare la prefazione del volume che, attraverso il racconto del patrimonio materiale e immateriale, restituisce anche l’evoluzione della cultura d’impresa: da una memoria un tempo custodita prevalentemente all’interno delle aziende a un patrimonio che si apre all’esterno, diventando conoscenza condivisa e valore per la collettività. Un passaggio, in sintesi, dal saper fare al far sapere. Dalla “A” di “acqua”, alla Z di “zelo”, ogni parola diventa l’occasione per scoprire l’impresa che l’ha scelta, i valori che ne orientano il lavoro, il modo di stare nel mondo e il senso di responsabilità verso la società.
A comporre questa trama di esperienze e identità è anche un filo che attraversa l’intero volume: quello dell’etica e del lavoro come fonte di dignità, individuale e collettiva.

Museimpresa promuove la conoscenza, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio industriale italiano come componente essenziale del patrimonio culturale del Paese. Nata nel 2001 per iniziativa di Assolombarda e Confindustria, riunisce oggi oltre 170 realtà tra musei e archivi d’impresa, fondazioni e istituzioni culturali, espressione di settori, territori e storie produttive differenti.
Una rete che custodisce e racconta un patrimonio vivo di saperi, competenze, oggetti, documenti e testimonianze, capace di restituire l’evoluzione economica, sociale e culturale dell’Italia. Dal design alla moda, dalla meccanica all’automotive, dall’alimentare alla farmaceutica, dall’energia alle infrastrutture, le realtà di Museimpresa condividono la convinzione che la memoria industriale non sia soltanto conservazione del passato, ma una risorsa per comprendere il presente e progettare il futuro.
Attraverso questo patrimonio, Museimpresa racconta il Made in Italy non semplicemente come indicazione di provenienza, ma come espressione di una cultura del fare fondata sulla qualità, sulla creatività, sull’innovazione e sulla capacità di coniugare sapere tecnico e cultura umanistica. Un valore culturale e competitivo che appartiene all’identità del Paese e rappresenta una risorsa strategica per il suo futuro.

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