Rapporti tra Reggina e ultras: la Procura sportiva contesta a Ballarino e Minniti la violazione dei principi di lealtà e probità

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La vicenda dei rapporti tra i vertici della Reggina e alcuni esponenti della tifoseria organizzata approda sul tavolo della giustizia sportiva. Nino Ballarino e Virgilio Salvatore Minniti, ex dirigenti del club amaranto, sono chiamati a rispondere di presunte violazioni dei principi di lealtà, correttezza e probità, oltre che dell’obbligo di rispettare le disposizioni federali. A darne notizia è stata la Gazzetta del Sud, con un articolo firmato da Francesco Tiziano, pubblicato nell’edizione di mercoledì 4 novembre 2026.

La contestazione della Procura federale si inserisce nell’ambito dell’inchiesta sui presunti rapporti tra la società amaranto e alcuni ambienti della tifoseria ultrà. Al centro degli accertamenti ci sarebbero, in particolare, le presunte richieste di contributi economici per finanziare le coreografie della Curva Sud e sostenere le spese necessarie a seguire la squadra nelle trasferte. Una vicenda che ha già avuto riflessi sul versante penale, nel quale i due ex dirigenti figurano come persone offese.

Secondo quanto ricostruito nell’articolo di Tiziano, la Procura federale avrebbe acquisito elementi relativi ai rapporti intrattenuti da Virgilio Salvatore Minniti, all’epoca presidente della società, con alcuni esponenti del gruppo ultrà e ai vantaggi che sarebbero stati riconosciuti a questi ultimi. Tra gli elementi richiamati nell’attività investigativa figurerebbero anche i comportamenti tenuti durante le stagioni sportive 2023/2024 e 2024/2025.

Un passaggio significativo dell’indagine riguarda una telefonata dell’11 maggio 2025 tra Ballarino e Minniti. Nella conversazione, riportata dalla Procura federale, si farebbe riferimento alla volontà di interrompere i rapporti con gli ultras e di non riconoscere più loro alcun contributo economico. «Non gli dare più una lira!», sarebbe una delle espressioni utilizzate nel corso del colloquio, nel quale i due avrebbero manifestato l’intenzione di chiudere definitivamente ogni rapporto.

La ricostruzione accusatoria, dunque, prende in considerazione sia la natura dei rapporti precedentemente instaurati sia la loro successiva interruzione, avvenuta proprio nel maggio 2025.

Nel frattempo, Nino Ballarino e Virgilio Minniti hanno ceduto la Reggina, nell’estate del 2026, al gruppo imprenditoriale guidato da Claudio Lotito, presidente della Lazio. Nell’ordinanza richiamata dalla Procura federale non sarebbero emersi collegamenti tra le condotte contestate ai precedenti vertici e la nuova proprietà. La stessa ricostruzione, secondo quanto riferito dal quotidiano, escluderebbe elementi sufficienti per ipotizzare una responsabilità disciplinare, diretta oppure oggettiva, a carico dell’attuale società A.S. Reggina 1914.

Gli avvisi di conclusione delle indagini sono stati notificati in questi giorni. Per i due ex dirigenti si apre adesso la fase delle difese: Ballarino, assistito dall’avvocato Gabriele Celesti del foro di Catania, e Minniti, rappresentato dall’avvocato Giacomo Iaria del foro di Reggio Calabria, avranno 15 giorni di tempo per depositare memorie difensive oppure chiedere di essere interrogati.

Sarà dunque l’evoluzione del procedimento sportivo a chiarire la portata delle contestazioni e le eventuali responsabilità individuali. Al momento, quelle riportate sono ipotesi accusatorie nell’ambito di un procedimento ancora in corso.