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Emergenza 118 a Vibo Valentia, Rifondazione Comunista denuncia: “Servizio al collasso”

Il servizio di emergenza-urgenza 118 della provincia di Vibo Valentia attraversa una crisi strutturale dovuta a una programmazione che non tiene conto delle peculiarità del territorio, caratterizzato da aree montane isolate e lunghi tempi di percorrenza. L’applicazione di parametri basati esclusivamente sulla densità abitativa ha determinato una dotazione di personale insufficiente, con turni spesso coperti da uno o due soli medici e, in alcuni casi, senza alcuna medicalizzazione dei mezzi di soccorso.

La carenza di infermieri e autisti dedicati compromette inoltre sia l’efficienza degli interventi di emergenza sia i trasferimenti secondari tra ospedali. Il ricorso sistematico allo straordinario rappresenta una soluzione solo temporanea, che aumenta il carico di lavoro senza risolvere le cause del problema, contribuendo alla progressiva fuga dei professionisti dal servizio.

A questa situazione si aggiunge una criticità amministrativa legata alla gestione degli affidamenti alla Croce Rossa Italiana, con una presunta sovrapposizione tra il bando di Azienda Zero e quello dell’ASP di Vibo Valentia per alcuni servizi, come la postazione di Vibo Marina. Tale circostanza richiede verifiche per garantire la corretta gestione delle risorse pubbliche.

Per assicurare il diritto alla salute dei cittadini è necessario adottare interventi strutturali: rafforzare gli organici, valorizzare economicamente il personale, garantire la presenza di personale sanitario qualificato sui mezzi di soccorso e assicurare maggiore trasparenza nella gestione amministrativa del servizio”.

E’ quanto si legge in una nota a firma di:

Marcella Murabito, Segretaria Provinciale Rifondazione Comunista di Vibo Valentia

Angelica Perrone, Responsabile Sanità Rifondazione Comunista Calabria

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