L’Università della Calabria compie un nuovo passo verso il rafforzamento del proprio ruolo nel panorama della ricerca scientifica nazionale e internazionale. In occasione della visita istituzionale del ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, è stato presentato il progetto per la realizzazione di una nuova struttura di ricerca dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), destinata a integrarsi con le infrastrutture già presenti nel campus di Arcavacata.
La proposta è stata illustrata nel corso di un incontro nello studio del rettore, al quale hanno preso parte il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, il viceprefetto vicario di Cosenza Rosa Correale, il sindaco di Rende Sandro Principe, il presidente dell’INAF Roberto Ragazzoni, la direttrice scientifica dell’INAF Isabella Pagano, il direttore del Dipartimento di Fisica dell’UniCal Francesco Valentini e i docenti Sandra Savaglio, Sergio Servidio e Gaetano Zimbardo.
Il nuovo centro dovrebbe inserirsi in un ecosistema scientifico già in forte espansione. Tra i progetti strategici figura infatti SOLARIS, che prevede l’installazione nel campus di un radiotelescopio solare di classe 5-7 metri, oltre alla partecipazione dell’ateneo alla missione “Plasma Observatory” dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), di cui l’Università della Calabria fa già parte attraverso il proprio Science Study Team.
La delegazione istituzionale ha poi effettuato un sopralluogo al Polo Tecnologico dell’ateneo, dove sono stati individuati gli spazi che potrebbero ospitare la futura sede dell’INAF. L’area è adiacente a STAR, la più grande infrastruttura di ricerca del Mezzogiorno, una vicinanza che potrebbe favorire importanti sinergie nello sviluppo di rivelatori avanzati per telescopi spaziali dedicati all’osservazione dei raggi X e gamma.
Nel corso della visita, il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto ha sottolineato il valore strategico degli investimenti nella ricerca.
«L’investimento in ricerca e nei saperi creerà sviluppo in maniera consistente in Calabria. Già oggi molte imprese nazionali e multinazionali delocalizzano nella nostra regione perché trovano giovani laureati eccellenti», ha affermato. «Nel campo dell’astrofisica nei prossimi anni si svilupperanno distretti economici capaci di generare ricchezza sui territori e noi dobbiamo avere la capacità di prevedere queste dinamiche e governare i processi, forti di una grande sinergia istituzionale».
Sulla stessa linea il ministro Anna Maria Bernini, che ha evidenziato la crescita dell’ateneo calabrese nel panorama scientifico internazionale.
«L’Università della Calabria è estremamente attrattiva e ha saputo valorizzare la sua posizione strategica nel Mediterraneo rendendosi sempre più tecnologica e internazionale. La ricerca qui diventa trasferimento tecnologico per migliorare la qualità della vita di tutti noi, con applicazioni che vanno dalla medicina alla manifattura», ha dichiarato.
Il ministro ha inoltre rimarcato la capacità dell’UniCal di attrarre competenze di alto livello: «L’Università della Calabria è diventata un luogo di ritorno di importanti cervelli italiani che sono stati all’estero e hanno scelto l’Italia per tornare, oltre che di cervelli stranieri che vengono qui per lavorare su intelligenza artificiale e tecnologie super innovative».
La nascita del nuovo centro INAF rappresenterebbe un ulteriore tassello nella strategia di sviluppo dell’Università della Calabria, rafforzando il ruolo dell’ateneo come polo di eccellenza nella ricerca spaziale e nell’astrofisica e consolidando il legame tra innovazione scientifica, trasferimento tecnologico e sviluppo economico del territorio.
