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Regione Calabria, via libera al contratto integrativo 2026: smart working, buoni pasto più alti e incentivi ai pendolari

La Giunta regionale della Calabria ha autorizzato la sottoscrizione definitiva del Contratto collettivo integrativo (Cci) 2026 destinato ai dipendenti del comparto regionale. Il provvedimento rappresenta l’ultimo passaggio amministrativo prima dell’entrata in vigore dell’accordo, già definito nella pre-intesa sottoscritta con le organizzazioni sindacali il 20 luglio scorso.

Ad annunciarlo è l’assessore regionale al Personale, Antonio Montuoro, che evidenzia come il nuovo contratto punti a rafforzare le tutele dei lavoratori, migliorare l’organizzazione degli uffici e valorizzare il personale attraverso nuove misure economiche e di welfare.

«Con il via libera della Giunta compiamo un passaggio decisivo verso la firma definitiva del contratto, che diventerà così pienamente operativo», afferma Montuoro. «L’accordo definisce sia gli aspetti normativi sia la ripartizione delle risorse economiche per il 2026, con l’obiettivo di migliorare il benessere lavorativo e rendere ancora più efficienti i servizi erogati dalla Regione».

Tra le principali novità figura una revisione dell’organizzazione del lavoro, con una maggiore flessibilità degli orari di ingresso e una disciplina aggiornata dello smart working, che introduce criteri più chiari e trasparenti per l’accesso al lavoro agile.

«Il nuovo contratto risponde concretamente all’esigenza di conciliare la vita privata con gli impegni professionali, rafforzando gli strumenti di flessibilità organizzativa», sottolinea l’assessore.

L’intesa prevede anche interventi di natura economica. Tra questi, l’aumento del valore del buono pasto, che passerà a 8 euro, misura pensata per sostenere il potere d’acquisto dei dipendenti in un contesto segnato dall’aumento del costo della vita.

Un capitolo specifico è dedicato al welfare aziendale. La Regione ha infatti destinato 400 mila euro a un intervento rivolto ai lavoratori pendolari, finalizzato a contribuire alle spese sostenute per gli spostamenti tra il luogo di residenza e la sede di servizio. Le modalità di assegnazione del contributo saranno definite con un successivo disciplinare.

«L’attenzione verso le esigenze reali del personale si traduce anche in misure concrete per sostenere chi affronta quotidianamente i costi della mobilità», evidenzia Montuoro.

Il contratto introduce inoltre risorse per finanziare le progressioni economiche all’interno delle diverse aree professionali, valorizzando esperienza e competenze maturate dai dipendenti. Previsti anche specifici progetti-obiettivo per incentivare la produttività e migliorare la qualità dell’azione amministrativa.

Infine, il nuovo accordo interviene sul lavoro straordinario, incrementando il monte ore disponibile nei dipartimenti maggiormente interessati da carichi di lavoro eccezionali.

«Abbiamo previsto strumenti adeguati anche per gli uffici che, per la quantità di attività e le numerose scadenze, necessitano di un maggiore ricorso al lavoro straordinario», conclude l’assessore.

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