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Ospedale della Sibaritide e depurazione, Stasi attacca: “Mancano risposte sulla sanità, non nuovi scaricabarile”

Il dibattito sulla realizzazione del nuovo ospedale della Sibaritide si arricchisce di un nuovo capitolo, questa volta legato alla gestione del sistema depurativo. A intervenire è il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, che in una nota torna a criticare le scelte e le posizioni assunte dai soggetti coinvolti nella costruzione della struttura sanitaria.

Secondo il primo cittadino, dopo l’annuncio da parte della società incaricata dei lavori della realizzazione di un impianto di depurazione interno all’ospedale, è stata avanzata la richiesta al Commissario straordinario per la Depurazione di sbloccare i finanziamenti destinati al completamento delle opere fognarie e depurative cittadine.

“Si tratta di risorse che erano state stanziate per il completamento dello schema depurativo cittadino, non esclusivamente per il nuovo ospedale”, sottolinea Stasi, ricordando come gli interventi riguardino anche il potenziamento degli impianti esistenti e il completamento della rete fognaria in diverse zone del territorio comunale.

Il sindaco ribadisce che la soluzione di un depuratore dedicato esclusivamente alla nuova struttura ospedaliera è sempre stata sostenuta dall’amministrazione comunale. Tuttavia, evidenzia una presunta contraddizione tra le posizioni emerse nelle ultime settimane. “Come se ci trovassimo di fronte ad un film tragicomico, però, il commissario per la Depurazione ha smentito il concessionario dell’ospedale”, afferma, spiegando che, secondo quanto comunicato dallo stesso commissario, entro breve dovrebbero partire i lavori per il nuovo collettore destinato a collegare l’ospedale al depuratore di Boscarello.

Su questo punto Stasi ribadisce una linea netta: “Il Comune non consentirà che il nuovo ospedale recapiti i propri fluidi presso il depuratore di Boscarello senza che questo venga adeguato, per ragioni tecniche, sanitarie e di rispetto del territorio”.

Per il sindaco, la vicenda rappresenta il simbolo di una gestione confusa delle opere pubbliche regionali. “Mentre si pensa di realizzare non uno, ma due diversi depuratori, la verità è che ciò che manca è l’ospedale”, osserva, denunciando i ritardi accumulati nella realizzazione della struttura e le difficoltà che continuano a caratterizzare il sistema sanitario locale.

Stasi punta poi l’attenzione sulle condizioni degli ospedali del territorio e sull’organizzazione dei servizi sanitari. A suo giudizio, i recenti trasferimenti di alcuni reparti non hanno prodotto benefici concreti per i cittadini. “La situazione, già disastrosa, è peggiorata”, sostiene, aggiungendo che il problema non riguarda più il presidio sanitario in cui curarsi all’interno della provincia, ma il crescente numero di persone costrette a spostarsi fuori regione per ricevere assistenza.

Nel suo intervento il primo cittadino evidenzia inoltre la persistente carenza di personale medico e infermieristico. “L’assenza di medici ed infermieri è cronica e strutturale”, afferma, denunciando una condizione che, a suo dire, sta spingendo sempre più cittadini verso la sanità privata o, nei casi peggiori, alla rinuncia alle cure.

Le critiche si estendono anche alle politiche regionali in materia sanitaria. Stasi parla di “fallimento politico” nella gestione del settore e contesta il processo di centralizzazione avviato negli ultimi anni, sostenendo che stia progressivamente allontanando i centri decisionali dai territori e dalle esigenze delle comunità locali.

“Il progetto è chiaro: una sanità centralizzata è sempre più distante dai territori, quindi sempre più indifferente al controllo sociale delle comunità”, dichiara il sindaco, che invoca una riorganizzazione delle aziende sanitarie e della rete ospedaliera basata sui bisogni reali dei cittadini.

“Non è un compito facile, ma era abbastanza difficile anche compiere il disastro che si è consumato in questi anni e che, purtroppo, è ormai sotto gli occhi di tutti”, conclude Stasi.

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