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Ponte sullo Stretto, rinnovato il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici: è polemica sui componenti. Le opposizionI: “Blitz inaccettabile”

Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici arriva al passaggio decisivo sull’iter del Ponte sullo Stretto di Messina dopo il rinnovo anticipato disposto con un decreto del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, rispetto alla naturale scadenza prevista per dicembre 2026.

L’organismo sarà chiamato a esprimere uno dei pareri tecnici più rilevanti sul progetto dell’opera, nell’ambito del percorso che dovrebbe portare alla conclusione dell’iter autorizzativo entro la fine dell’anno. Secondo quanto riportato da La Repubblica, tra i componenti del comitato figurano anche Mauro Dolce, professore di Tecnica delle costruzioni all’Università Federico II di Napoli e membro del comitato scientifico della società Stretto di Messina, e Giuseppe Roberto Tomasicchio, docente di Costruzioni idrauliche e marittime all’Università del Salento e iscritto all’associazione Ponte Subito.

Il coinvolgimento di queste figure ha alimentato le reazioni delle opposizioni, che chiedono garanzie sull’indipendenza delle valutazioni. «È un blitz inaccettabile», ha commentato Angelo Bonelli, co-portavoce di Alleanza Verdi e Sinistra.

Secondo il quotidiano, il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici non sarà chiamato a valutare nuovamente l’intero progetto, ma specifici aspetti tecnici dell’opera, analogamente a quanto avviene per altre grandi infrastrutture. Il parere sarà predisposto dalla Commissione speciale dell’organismo, incaricata di esaminare gli approfondimenti richiesti dopo le osservazioni formulate dalla Corte dei Conti e trasmesse al Ministero e alla società Stretto di Messina.

Sul rinnovo del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici è intervenuto anche il Movimento 5 Stelle. «L’anticipato rinnovo del Consiglio superiore dei Lavori pubblici deciso dal ministro Salvini, chiamato a esprimere l’ultimo delicatissimo parere sul Ponte sullo Stretto, solleva interrogativi che meritano la massima attenzione», ha dichiarato il senatore Pietro Lorefice, chiedendo che vengano chiariti eventuali profili di indipendenza e imparzialità.

Più dura la posizione del vicepresidente della Commissione Ambiente della Camera, Agostino Santillo (M5S), che ha parlato di «ennesimo blitz» e ha accusato il Governo di voler «blindare l’ok al Ponte sullo Stretto». Secondo Santillo, la composizione degli organismi chiamati a valutare l’opera deve garantire «massima autonomia» vista la rilevanza economica e tecnica del progetto.

Il Governo, dal canto suo, ha ribadito l’obiettivo di completare il percorso autorizzativo entro l’anno. La prossima fase sarà quindi concentrata sul parere tecnico del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, chiamato a fornire una valutazione su uno degli interventi infrastrutturali più discussi della storia italiana.

Il parere del Consiglio rappresenta uno degli ultimi passaggi tecnici prima del nuovo esame da parte del Cipess e del successivo controllo della Corte dei Conti.

Proprio sul ruolo della magistratura contabile è intervenuta anche l’Associazione Magistrati della Corte dei Conti. «Non vogliamo che ci sia alcun collegamento fra le vicende concrete che riguardano lo svolgimento delle nostre funzioni, nella specie la vicenda del Ponte sullo Stretto», ha dichiarato Elena Papa, componente del direttivo dell’associazione, precisando che i magistrati hanno «doverosamente applicato le norme che impongono alla Corte dei Conti la legittimità degli atti».

Il presidente dell’Associazione Magistrati della Corte dei Conti, Donato Centrone, ha espresso preoccupazione per la riforma della Corte dei Conti all’esame del Governo, chiedendo un confronto e un rinvio dell’approvazione. Secondo Centrone, una modifica affrettata potrebbe incidere sull’indipendenza e sull’autonomia della magistratura contabile.

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