Una lunga storia di determinazione, integrazione e riscatto si è conclusa oggi a Badolato con il conferimento della cittadinanza italiana a Muneeb Shahzad, 38 anni, originario del Pakistan. Un riconoscimento che rappresenta il punto di arrivo di un percorso iniziato quattordici anni fa e costruito attraverso studio, lavoro e partecipazione attiva alla vita della comunità che lo ha accolto.
La cerimonia si è svolta nel borgo ionico del Catanzarese, una realtà che da decenni è considerata uno dei simboli dell’accoglienza in Calabria. Proprio qui Muneeb ha trovato una nuova opportunità di vita dopo essere stato inserito, tra il 2014 e il 2018, nei programmi di accoglienza dello Sprar, oggi Sai.
Nel corso degli anni ha completato il proprio percorso formativo, ottenuto la patente di guida e acquisito competenze professionali che gli hanno consentito di inserirsi stabilmente nel mondo del lavoro. Da quattro anni è impiegato in una rinomata pizzeria di Soverato, esperienza che gli ha permesso di raggiungere autonomia economica e costruire il proprio futuro, continuando nel contempo a sostenere la famiglia rimasta in Pakistan.
L’ottenimento della cittadinanza arriva però al termine di un iter complesso. Dopo la richiesta di protezione internazionale presentata nel 2014, infatti, Muneeb si era visto respingere l’istanza dalla Commissione territoriale competente. Anche i successivi ricorsi davanti al Tribunale e alla Corte d’Appello di Catanzaro avevano avuto esito negativo.
La svolta è arrivata nel 2017 grazie all’intervento di un operatore legale del progetto di accoglienza, che chiese all’allora amministrazione comunale di sostenere una nuova valutazione della sua posizione. Una richiesta che consentì di riaprire il caso e ottenere un riesame.
Come ricordato dagli operatori del progetto durante la cerimonia, “gli è stata riconosciuta la protezione umanitaria. Da qui in poi ha potuto costruire lentamente e nel miglior dei modi il proprio percorso giuridico e sociale, ottenendo prima un permesso di soggiorno e poi quello per lungo-soggiornanti, fino a ricevere oggi la cittadinanza italiana”.
Negli anni Muneeb non si è limitato a beneficiare dei percorsi di inclusione, ma è diventato a sua volta una figura di riferimento per altri migranti. Attraverso il lavoro di mediatore culturale nei progetti “Incipit” e “Sai. C’era una volta a Badolato…”, ha affiancato numerosi connazionali nell’orientamento e nelle pratiche amministrative, collaborando anche con il Tribunale di Catanzaro.
Visibilmente emozionato, il neo cittadino italiano ha condiviso il significato di questo traguardo: “Sono orgoglioso di essere badolatese e vostro concittadino, sono orgoglioso di essere italiano”.
Parole che racchiudono il senso di un percorso lungo e non privo di ostacoli. “Oggi non ricevo solo un documento – ha detto Muneeb – ma vedo compiersi un lungo e paziente viaggio iniziato quattordici anni fa, quando sono arrivato dal Pakistan in questo splendido paese. All’inizio cercavo solo un futuro. Oggi, grazie a questa terra, ho trovato una vera casa”.
