Un ponte tra il mondo della detenzione minorile e quello delle imprese per offrire ai giovani una concreta possibilità di riscatto attraverso il lavoro. È questo il cuore del progetto “Il coraggio di costruire un futuro migliore”, promosso da Confartigianato Imprese Catanzaro insieme alla Camera Penale “A. Cantàfora” e sostenuto da un protocollo d’intesa sottoscritto con le autorità giudiziarie e gli istituti penali minorili del territorio, tra cui l’Istituto Penale per i Minorenni “Silvio Paternostro” di Catanzaro.
L’iniziativa punta a trasformare il percorso rieducativo dei giovani detenuti in una reale opportunità di inclusione sociale e professionale. L’obiettivo è creare un collegamento stabile tra gli istituti penali minorili e il sistema produttivo locale, coinvolgendo direttamente le imprese associate a Confartigianato in attività di orientamento, formazione e successivo inserimento lavorativo.
Il progetto rappresenta così un modello di collaborazione tra istituzioni, sistema giudiziario e mondo delle imprese che punta a trasformare il lavoro in uno strumento concreto di reinserimento sociale, restituendo ai giovani coinvolti la possibilità di costruire una nuova prospettiva di vita.
Destinatari del progetto sono i ragazzi che hanno già intrapreso un serio percorso di recupero e prevede una prima fase di giornate informative e formative all’interno delle aziende. L’auspicio è che questi primi contatti possano evolversi in percorsi di tirocinio e, successivamente, in concrete opportunità occupazionali per i giovani coinvolti.
A promuovere l’adesione delle imprese è il presidente di Confartigianato Imprese Catanzaro, William D’Iuorno, che sottolinea il valore civile dell’iniziativa e il ruolo fondamentale del tessuto produttivo locale, invitando gli imprenditori ad aprire le porte delle proprie attività per contribuire a costruire percorsi di reinserimento fondati sul lavoro e sulla responsabilizzazione personale.
Confartigianato Catanzaro, insieme alla Camera Penale di Catanzaro, all’IPM, alla Comunità, al Tribunale per i minorenni e alla Procura della Repubblica per i minorenni di Catanzaro assumerà, un ruolo di coordinamento e accompagnamento dei giovani nell’intero percorso. L’associazione seguirà infatti il supporto extra-penitenziario dei giovani coinvolti e monitorerà le diverse fasi del progetto insieme a un Tavolo Tecnico Permanente appositamente istituito. L’obiettivo è garantire il pieno rispetto delle norme di sicurezza, delle procedure previste e del quadro giuridico di riferimento, assicurando al tempo stesso un’efficace integrazione tra istituzioni, imprese e sistema penitenziario.
Alla base del protocollo c’è una convinzione precisa: offrire una prospettiva lavorativa a chi ha scelto di intraprendere un percorso di cambiamento significa investire non solo sul futuro dei singoli giovani, ma anche sulla sicurezza e sulla coesione dell’intera comunità. «Costruire un futuro migliore per questi ragazzi significa costruire una comunità più sicura, coesa e ricca di valore per tutti noi», sottolinea il presidente D’Iuorno.
«La Camera Penale “Alfredo Cantàfora” di Catanzaro – ha dichiarato il suo presidente, Francesco Iacopino – ha posto da tempo al centro della propria mission il tema dell’emergenza carceraria e il sostegno ai percorsi trattamentali e di reinserimento sociale dei detenuti, lungo una duplice direttrice, affettiva e lavorativa, nella convinzione che solo il lavoro e le relazioni umane possano rendere possibile un reale cambiamento.
Dopo il protocollo “Adozione in città”, questo nuovo progetto conferma un impegno costante della Camera Penale sul fronte dell’inclusione sociale, reso possibile grazie alla straordinaria sinergia tra istituzioni, magistratura e sistema produttivo.
Desidero rivolgere un sentito ringraziamento a Confartigianato Imprese Catanzaro e al presidente William D’Iuorno, all’IPM e al direttore Francesco Pellegrino, al Direttore della Comunità il Dott. Massimo Martelli, al Presidente del Tribunale per i Minorenni Teresa Chiodo e al Procuratore della Repubblica per i Minorenni Michele Sessa. Da ultimo, ma non per importanza, un ringraziamento particolare va ai giovani dell’Osservatorio Carcere della Camera Penale, guidati da Antonio Mungo e Alessandra Coppolino, e ai suoi referenti Vincenzo Galeota, Piero Mancuso e Angela La Gamma, autentico motore dell’iniziativa, che hanno reso possibile questo importante percorso di responsabilità e impegno civile»
“Il coraggio di costruire un futuro migliore”: nasce a Catanzaro una rete tra imprese e giustizia minorile per costruire il reinserimento sociale
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