San Francesco d’Assisi è una di quelle figure straordinarie e controverse dell’umanità che non appartiene solo alla storia della fede, ma alla storia educativa dell’umanità. Uomo del coraggio, della rinuncia, della compassione e del rispetto verso ogni creatura, continua a parlare anche ai bambini di oggi attraverso un messaggio semplice quanto efficace: non si vale per ciò che si possiede, ma per ciò che si è. Ed è proprio da questa eredità che è nato lo spettacolo di fine anno del Polo Infanzia Magnolia, dedicato al Santo patrono d’Italia a 800 anni dalla morte.
AL TEATRO PAOLELLA LO SPETTACOLO DI FINE ANNO
A spiegare la missione educativa dell’evento, che si è tenuto nei giorni scorsi, è stata la pedagogista Teresa Pia Renzo, direttrice della Cooperativa Magnolia, nella cornice del Teatro Paolella, nel centro storico di Rossano. Una rappresentazione teatrale, interpretata magistralmente dai bimbi dell’infanzia e del nido, che ha rappresentato non soltanto l’atto conclusivo dell’anno scolastico, ma la sintesi di un percorso più ampio, fatto di pedagogia applicata, regole, rispetto, cura, attenzione verso gli altri, verso gli animali e verso l’ambiente.
SAN FRANCESCO DIMENTICATO È IL SINTOMO DI UNA DERIVA EDUCATIVA
Francesco d’Assisi continua a rimanere un esempio senza tempo e allo stesso tempo attualissimo. Ecco perché – ha ribadito la pedagogista – nell’Ottocentenario ci saremmo aspettati una maggiore attenzione, un maggiore protagonismo, una maggiore capacità sia istituzionale che collettiva di riportare al centro una figura capace ancora oggi di parlare alle generazioni. Anche questa scarsa centralità – ha aggiunto – è il sintomo di una deriva pedagogica dei nostri tempi: si parla molto di educazione, ma si dimenticano spesso gli esempi più forti capaci di renderla concreta.
DAL PRESEPE AL CANTICO DELLE CREATURE, UN PERCORSO LUNGO UN ANNO
Il lavoro dedicato a San Francesco non nasce con la recita finale, ma affonda le proprie radici nelle attività svolte durante l’anno. Il percorso – ha ricordato la pedagogista – era iniziato già con il presepe, richiamando proprio il ruolo di Francesco nella rappresentazione della Natività. Da lì, i bambini sono stati accompagnati progressivamente alla scoperta dei valori francescani: la semplicità, la cura, il rispetto, la compassione, l’attenzione verso gli animali, la natura e ciò che ci circonda.
RENZO: SAN FRANCESCO INSEGNA CHE IL RISPETTO VIENE PRIMA DI TUTTO
La scelta – ha aggiunto – di dedicare lo spettacolo a questa figura emblematica della storia universale assume un significato educativo profondo. In una società nella quale il rispetto sembra sempre più fragile, il suo esempio diventa occasione per restituire ai bambini un messaggio essenziale: l’uomo non è padrone del mondo, ma parte di esso. Vive in relazione con la natura, con gli animali, con gli altri esseri umani, con ciò che riceve e con ciò che ha il dovere di custodire.
I BAMBINI DEL NIDO TRA SOLE, LUNA, FARFALLE, UCCELLI E FUOCO
La rappresentazione si è sviluppata in due momenti. Nella prima parte, i bambini dell’Asilo Nido hanno cantato e danzato alcune canzoni dedicate a Francesco, interpretando a loro modo gli elementi naturali richiamati dalla spiritualità francescana. Ognuno ha indossato un vestito ispirato alla terra e alle sue creature: il sole, la luna, le farfalle, gli uccelli, il fuoco. Un modo semplice, colorato e immediato per far vivere ai più piccoli il legame tra uomo e creato.
LA SCUOLA DELL’INFANZIA RACCONTA LA VITA DEL POVERELLO D’ASSISI
I bambini della Scuola dell’Infanzia hanno invece portato in scena alcuni passaggi significativi della vita del Santo nato Giovanni di Pietro di Bernardone. Benedetta ha interpretato Francesco; Greta e Francesca hanno dato voce a Pietro ed Elia; Azzurra, Eva, Alessandro e Anna sono state le allodole liberate; Alessia ha interpretato Chiara; Antonio M. ha dato corpo alla figura del Lupo di Gubbio. Attraverso questi personaggi, la recita ha raccontato l’incontro con i ragazzi e la liberazione delle allodole, l’incontro con Chiara e la leggenda del Lupo di Gubbio, uno degli episodi più conosciuti e simbolici del messaggio francescano. Storie che parlano di coraggio, dialogo, fiducia, riconciliazione e capacità di trasformare la paura in relazione.
IL TEMPO È PREZIOSO, MA NON È DENARO
Tra i passaggi più significativi del copione portato in scena sulla ribalta del piccolo teatro del centro storico, il dialogo iniziale tra Francesco, Pietro ed Elia che ha restituito ai bambini e alle famiglie uno dei messaggi più attuali dell’intero spettacolo: il tempo è prezioso, ma non è denaro, e non tutto può essere misurato con il possesso o il guadagno.
IL LUPO DI GUBBIO, CHIARA E IL MESSAGGIO CONTRO OGNI VIOLENZA
Altro passaggio attualissimo lo ha regalato la reinterpretazione, affidata ai bambini, della leggenda del Lupo di Gubbio che ha mostrato come la paura possa trasformarsi in dialogo e la violenza in pace, mentre l’incontro con Chiara e le creature della terra ha aperto alla responsabilità verso l’ambiente. Attraverso alberi, animali ed elementi naturali, i bambini hanno raccontato i rischi di un mondo non rispettato, collegando il messaggio francescano alla necessità di custodire il creato oggi.
IL CANTICO DELLE CREATURE CANTATO SENZA BASE MUSICALE
Uno dei momenti più intensi e sicuramente emozionanti dello spettacolo è stato affidato al Cantico delle Creature, nella versione resa celebre da Angelo Branduardi. I bambini lo hanno interpretato senza base musicale, restituendo con le loro voci la forza di un testo che attraversa i secoli e che ancora oggi invita a riconoscere nella natura non un possesso, ma una sorella, un fratello, una presenza da rispettare.
EDUCARE ALLA REGOLA COME FORMA DI RISPETTO
Alla base del progetto educativo – ha sottolineato ancora la direttrice di Magnolia – c’è da sempre il valore della regola. Non come imposizione sterile, ma come strumento necessario per crescere persone civili, attente, rispettose di sé, degli altri e degli spazi condivisi. I bambini – ha concluso Teresa Pia Renzo – vengono educati a non rompere, non distruggere, custodire ciò che hanno, rispettare gli animali, la scuola, i materiali, i compagni e l’ambiente.
