Puntare su innovazione, produttività e occupazione di qualità per rafforzare la crescita del Mezzogiorno e creare opportunità capaci di frenare l’emigrazione giovanile. È il messaggio lanciato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Sud, Luigi Sbarra, intervenuto a margine della prima edizione del Forum Mezzogiorno organizzato da Confapi all’Università della Calabria, a Rende.
Secondo Sbarra, una delle priorità resta il miglioramento delle retribuzioni attraverso il rinnovo dei contratti di lavoro, sostenuto anche dalle risorse stanziate con l’ultima legge di bilancio.
“Bisogna fare di più per aumentare le retribuzioni attraverso i rinnovi contrattuali, favoriti anche dalle risorse dell’ultima legge di stabilità. Ma la vera scommessa resta l’investimento massiccio nei settori ad alto valore aggiunto, nell’innovazione e nelle nuove tecnologie. Solo alzando la produttività potremo offrire ai giovani prospettive di lavoro ben retribuite e contrattualizzate, frenando la mobilità verso il Nord o verso l’estero”.
Nel suo intervento, il sottosegretario ha evidenziato i risultati economici registrati dal Mezzogiorno negli ultimi anni, sottolineando il contributo di investimenti, occupazione ed esportazioni.
“Il Mezzogiorno sta dimostrando una straordinaria vitalità economica. Negli ultimi quattro anni il Sud ha registrato una crescita del Pil superiore rispetto ad altre aree del Paese, supportata da una ripartenza degli investimenti, dal rafforzamento dell’export e dal raggiungimento del massimo storico nel tasso di occupazione”.
Sbarra ha poi rimarcato il ruolo delle piccole e medie imprese nello sviluppo del territorio, soffermandosi anche sui dati della Calabria, che nel primo trimestre del 2026 si è collocata tra le regioni con il più alto numero di nuove imprese.
“Le Pmi rappresentano il cuore pulsante e il motore economico dello sviluppo meridionale”, ha affermato, aggiungendo che questi risultati sono “il frutto di una strategia e di una visione che l’esecutivo Meloni ha messo in campo in questi quattro anni, sostenuta in modo determinante dalle risorse del Pnrr, dalla riforma della politica di coesione, dalla Zes unica e dagli incentivi per l’assunzione a tempo indeterminato di giovani, donne e lavoratori svantaggiati”.
