“Inutile, ormai, continuare a dibattere sulla chiusura o sulla riapertura dell’ospedale di Serra San Bruno o sulla realizzazione del nuovo ospedale di Vibo Valentia. Alla luce della situazione attuale, qualsiasi intervento rischia di trasformarsi in un buco nell’acqua e in un enorme spreco di risorse pubbliche se prima non si affronta la vera criticità: la gestione dell’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia, autentica palla al piede della sanità calabrese.
E non mi riferisco soltanto ai vertici aziendali, sui quali ricadono puntualmente le responsabilità del malfunzionamento della macchina sanitaria vibonese, ma anche, e soprattutto, ai tanti funzionari e dirigenti di settore che, con la loro ingiustificabile inerzia e la loro inefficienza, ostacolano ogni tentativo di ammodernamento e di miglioramento dei servizi sanitari a favore dei cittadini della provincia.
Ormai si è raggiunto un livello inaccettabile. Non solo per il cattivo funzionamento dell’ospedale di Serra San Bruno e per la recente sospensione del servizio del 118, ma anche perché, da circa due mesi, nel più assoluto silenzio, senza alcun preavviso e senza valutare le gravissime conseguenze per i pazienti interessati, due cittadini di Nardodipace sottoposti a dialisi sono stati privati del servizio di trasporto che consentiva loro di raggiungere il centro dialisi.
A nulla sono servite le continue telefonate di sollecito al direttore amministrativo, dottor Sentito, né le proteste dei pazienti presso il presidio di Serra San Bruno. La situazione è ferma da due mesi: due cittadini, uno dei quali gravemente amputato, sono costretti a compiere enormi sacrifici per raggiungere il centro dialisi di Serra San Bruno tre volte alla settimana, indispensabile per poter continuare a vivere.
La cosa più assurda, se non fosse tragica, è che tutto sembrerebbe dipendere da una funzionaria che, per motivi sconosciuti, non ha ancora predisposto una semplice attestazione relativa ai pazienti dializzati del territorio: un elenco di persone, appena una decina, necessario per attivare il servizio di accompagnamento, già affidato a un’associazione di Vibo Valentia.
Morire per una malattia ancora priva di cure potrebbe apparire inevitabile. Morire, invece, a causa della negligenza di un funzionario, regolarmente retribuito per svolgere il proprio lavoro, è qualcosa di assolutamente intollerabile.
Per questo rivolgo un appello ai vertici dell’Azienda sanitaria provinciale affinché sollecitino il personale a svolgere con responsabilità le funzioni affidate oppure adottino i provvedimenti necessari, lasciando spazio a chi abbia la motivazione e la competenza per ricoprire incarichi di così rilevante interesse pubblico. In molti casi, infatti, il lavoro di un funzionario può fare la differenza tra salvare una vita o condannare un cittadino già duramente provato dalla malattia”.
Così il sindaco di Serra San Bruno, Romano Loielo.
