“Se non siamo audaci, il che non è sinonimo di irresponsabili, se non siamo terribilmente audaci con i nostri sogni e non crediamo in loro fino a renderli realtà, allora i nostri sogni appassiscono, muoiono, e noi con loro” - Luis Sepúlveda
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Roccaforte del Greco, la scuola può rinascere: presentato alla Regione il progetto da 290mila euro

Il Comune di Roccaforte del Greco presenta alla Regione Calabria la propria idea progettuale nell’ambito dell’Avviso dedicato alle Biblioteche Sociali, prevedendo un investimento complessivo stimato in 290.000 euro per il recupero e la rifunzionalizzazione dell’ex scuola primaria, chiusa da circa dodici anni a seguito del dimensionamento scolastico.
L’obiettivo è ambizioso: trasformare un immobile che per generazioni ha rappresentato il luogo dell’educazione in un presidio culturale e sociale permanente dell’Aspromonte, con biblioteca, spazi per la lettura e lo studio, laboratori scolastici ed educativi, attività culturali, servizi digitali e iniziative dedicate all’apprendimento permanente, all’inclusione sociale, al welfare culturale e alla partecipazione civica.
Un progetto pensato soprattutto per rispondere alle esigenze di una piccola comunità dell’area interna, contrastando isolamento, spopolamento e progressiva rarefazione dei servizi e creando nuove opportunità per bambini, giovani, famiglie e anziani.
L’idea di partecipare all’Avviso e di candidare proprio l’ex scuola primaria è stata avanzata dal capogruppo di minoranza Paolo Ferrara durante la Conferenza dei Capigruppo, trovando immediatamente l’interesse e la condivisione del Presidente del Consiglio comunale Valentina Attinà e del capogruppo di Accendiamo il Cambiamento Carmelo Pitasi.
Da lì l’avvio, all’unanimità, del percorso amministrativo e progettuale che oggi arriva alla presentazione della proposta alla Regione Calabria.
Un risultato costruito attraverso il confronto istituzionale e la collaborazione tra le diverse componenti dell’Amministrazione, con il sindaco Ercole Nucera, il vicesindaco Nino Gullì, il Presidente del Consiglio comunale Valentina Attinà e il consigliere Adolfo Cucè, collegato anche da remoto durante i lavori.
«Oggi Roccaforte dimostra che quando l’interesse della comunità viene prima delle appartenenze, maggioranza e minoranza possono costruire insieme qualcosa di importante», dichiara il sindaco Ercole Nucera. «Recuperare l’ex scuola significa restituire alla popolazione un luogo che appartiene alla memoria collettiva e trasformarlo in un investimento sul futuro. Abbiamo condiviso questa proposta perché crediamo che cultura, formazione e socialità possano diventare strumenti concreti per contrastare l’isolamento dei piccoli centri e contribuire a dare nuove prospettive alla nostra comunità».
Particolarmente significativo il valore attribuito all’iniziativa dal capogruppo di minoranza Paolo Ferrara, promotore della proposta.
«Ho avanzato questa idea durante la Conferenza dei Capigruppo partendo da una convinzione molto semplice: una scuola chiusa non può essere il simbolo della resa di una comunità», afferma Ferrara. «Ho trovato nel sindaco, nel presidente del Consiglio, nei capigruppo e nell’intera Amministrazione entusiasmo e disponibilità immediati. Oggi quell’idea è diventata una candidatura concreta da 290 mila euro. Al di là dei ruoli di maggioranza e opposizione, quando c’è un’opportunità per Roccaforte abbiamo il dovere di lavorare insieme. Se riusciremo a riaprire quelle porte, non avremo soltanto recuperato un edificio: avremo restituito ai nostri bambini, ai nostri anziani e all’intera comunità un luogo nel quale incontrarsi, imparare e costruire futuro».
La candidatura assume così anche un forte valore simbolico: proprio nell’edificio che la riduzione dei servizi scolastici aveva condannato alla chiusura potrebbe nascere un nuovo spazio dedicato alla conoscenza e alla crescita collettiva.
Da scuola primaria a Biblioteca Sociale, da immobile chiuso a presidio di comunità. Da simbolo dello spopolamento a luogo nel quale provare a costruire una nuova prospettiva. A Roccaforte del Greco la scuola può rinascere e con lei può rinascere un pezzo di comunità.

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