«La programmazione non è nel Dna di questa giunta regionale. Sebbene gli eventi ci riportino sempre alla responsabilità e dovrebbero essere colti come monito per agire prima secondo una logica di studio, di visione complessiva e di prevenzione».
«Presentata un’interrogazione per capire a che punto siamo con Il Piano Sociale Regionale, fermo al 2022 e al quale, in questo limbo, si continua a far riferimento anche per la programmazione relativa al triennio 2023-2026, fatto salvo che il tempo corre e, praticamente, nonostante il piano di riferimento ancora non ci sia, è finito anche questo triennio».
«Sappiamo quanto sia importare stare vicino alle persone fragili e uno strumento così necessario per programmare, organizzare e migliorare i servizi sociali e socio-sanitari sul territorio, con il suo ruolo di indirizzo, non può e non deve essere trascurato. Pertanto, a seguito anche di sollecitazioni di Comuni capofila degli Ambiti territoriali sociali, mediante interrogazione a risposta scritta ho chiesto quali misure la Regione intenda adottare, nelle more dell’approvazione del nuovo Piano Sociale Regionale, per evitare che la programmazione degli ATS resti ancorata al solo fabbisogno storico e per consentire agli Ambiti di adeguare annualmente obiettivi, servizi e interventi alle risorse effettivamente assegnate, assicurando il coordinamento tra la programmazione pluriennale e i fondi nazionali e regionali disponibili in ciascun esercizio».
«Si interroga inoltre la Regione su quale sia lo stato attuale del procedimento di predisposizione e approvazione del nuovo Piano Sociale Regionale, quali attività siano state sinora espletate e quali passaggi istituzionali e amministrativi risultino ancora necessari per la sua definitiva approvazione».
Così la consigliera regionale del Pd, Rosellina Madeo.
