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Reggina, là dove c’era l’erba: i mercanti vadano fuori dal tempio

di Paolo Ficara – Altro che piazza pulita. Quando scrivevamo – ben prima che si materializzassero i nomi di ogni potenziale acquirente – che al Sant’Agata non sarebbero dovute rimanere finanche le matite, qualcuno ci ha preso in parola. Sembra siano spariti, infatti, anche i temperini.

Al centro sportivo è stata fatta man bassa. Non sappiamo cosa sia rimasto di materiale, oltre ai pali delle porte. Inutile scrivere un inventario di tutto ciò che è stato sottratto. Va specificato, però, che non c’entrano nulla gli ormai ex proprietari. Anzi. Ballarino e Minniti, qualora avessero modo e voglia di approfondire le notizie apparse in tal senso su vari organi di informazione, potrebbero anche valutare se tutelarsi.

Immaginate di tornare a casa vostra e di trovarla completamente svaligiata. Gioielli, televisori, quadri. Magari anche oggetti di minor valore, come piatti o posate. Pazienza. Si sporge denuncia e nel frattempo, si ricompra tutto. Ma se, oltre a tutto ciò, trovate anche il pavimento completamente divelto o comunque rotto, comprendete che oltre alla disperazione economica che avrà spinto qualche incivile a rubare, c’è anche cattiveria nei vostri confronti.

Se è vergognoso che al Sant’Agata, di materiale, siano rimasti i pali delle porte e poco altro, è invece inaccettabile trovare l’erba dei campi completamente bruciata. Così come da immagini pubblicate direttamente dal primo cittadino, Francesco Cannizzaro. E spieghiamo perché.

All’interno dei campi in erba naturale, già nel 2021 sono state installate delle centraline. È sufficiente impostare un timer, e l’innaffiatore parte in automatico. Anche due volte al giorno. Senza sforzo, senza manodopera umana. Un semplice tasto dove c’è scritto “on” ed “off”. Non c’era bisogno del capo, o di chissà quale direttore dei lavori, per azionarlo. Anche perché la bolletta della luce, in questi anni, è sempre stata anticipata dalla Città Metropolitana.

Non è la prima volta che la Reggina cambia proprietà, e si ritrova dei manti erbosi disastrati causa incuria. Arriva Saladini, porta Inzaghi e dichiara di aver trovato le macerie. Passa un anno, l’estate scorre fra un ricorso e l’altro, e la situazione si ripete.

Il punto è che chi ancora occupa scrivanie e sedie al Sant’Agata, qualora fossero rimaste almeno quelle, non possiede amor proprio. E quel senso di cura per la Reggina, che manca da troppo tempo. Gente che non rispetta niente e nessuno.

In questi giorni stiamo leggendo o ascoltando messaggi da più pulpiti, tesi a tutelare compari e comari presenti da anni all’interno del Sant’Agata. Riteniamo che uno come Claudio Lotito non necessiti di alcun tipo di suggerimento o forzatura. E non auguriamo il male a nessuno. Anche per quanto concerne lo slogan “Piazza Pulita”, al sindaco lo avevamo anticipato…

 

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