“Non è la coscienza degli uomini che determina la loro vita, ma le condizioni della loro vita che ne determinano la coscienza” - Karl Marx
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Dall’assemblea annuale dell’Ordine dei Medici di Catanzaro l’appello del presidente Ciconte per rilanciare il Servizio sanitario nazionale e quello calabrese attraverso programmazione, medicina territoriale e valorizzazione del personal

C’è chi ha pronunciato per la prima volta il Giuramento di Ippocrate e chi, dopo quarantacinque anni trascorsi accanto ai pazienti, ha ricevuto il riconoscimento per una vita dedicata alla professione. Tra l’entusiasmo dei giovani medici e l’esperienza di chi ha attraversato quasi mezzo secolo di sanità italiana, si è svolta all’Hotel Guglielmo l’assemblea ordinaria annuale dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Catanzaro guidata dal presidente Vincenzo Antonio Ciconte.

L’assemblea ha approvato all’unanimità il conto consuntivo 2025, illustrato dal tesoriere Rino Colace, dopo la relazione del presidente del Collegio dei Revisori dei Conti, la professoressa Marianna Mauro. Ma il momento centrale della giornata è stato senza dubbio l’intervento del presidente Ciconte, che ha tracciato un’analisi lucida dello stato del Servizio sanitario nazionale e della sanità calabrese, indicando le priorità sulle quali, a suo giudizio, occorre intervenire con urgenza.

«Da un lato la riconoscenza verso chi ha dedicato una vita alla cura, dall’altro l’entusiasmo e la responsabilità di chi si appresta a intraprendere un cammino impegnativo ma profondamente nobile. In questa continuità generazionale si esprime uno dei valori più autentici della nostra professione», ha esordito Ciconte.

Il presidente ha quindi ricordato come l’Ordine continui a sostenersi esclusivamente grazie alle quote associative, «tra le più basse d’Italia in rapporto al numero degli iscritti», sottolineando che il Consiglio direttivo svolge la propria attività a titolo completamente gratuito, senza percepire alcun gettone di presenza.

Un ringraziamento particolare è stato rivolto al personale amministrativo Anna Briatico, recentemente collocata in pensione, Franco SaccoTommaso GigliottiLiano Scarfone e all’avvocato Gianluigi Mosca, impegnati quotidianamente nel funzionamento della struttura e nel recupero delle quote associative non versate. Un riconoscimento è stato espresso anche alla presidente del Collegio dei Revisori Marianna Mauro e ai consulenti dell’Ordine, la dottoressa Sandra Aloi e l’avvocato Virgilio Conte, «per il prezioso supporto, la competenza e la costante disponibilità».

«Il Servizio sanitario nazionale attraversa una fase di profonda criticità strutturale», ha affermato Ciconte. «La pandemia da Covid-19 ha semplicemente reso più evidenti fragilità già presenti da tempo: il sottofinanziamento rispetto ai bisogni crescenti della popolazione, la difficoltà di programmare la spesa, la carenza di personale, la frammentazione territoriale dell’assistenza e il progressivo indebolimento della governance nazionale».

«Medici, infermieri e professionisti sanitari rappresentano la vera infrastruttura del Servizio sanitario nazionale», ha sottolineato Ciconte. «Oggi sono sottoposti a una pressione crescente determinata dai pensionamenti, dalle dimissioni volontarie, dalla mobilità verso l’estero, dal passaggio al privato e dai nuovi fabbisogni legati all’attuazione del Pnrr».

Una situazione che riguarda in modo particolare la medicina generale, dove cresce il numero degli assistiti per ogni medico, aumenta l’età media dei professionisti e il ricambio generazionale resta insufficiente. Secondo il presidente dell’Ordine, rendere attrattivo il Servizio sanitario significa garantire condizioni di lavoro sostenibili, percorsi di carriera chiari, riconoscimento delle competenze e politiche retributive adeguate alla responsabilità della professione. Una riflessione che investe anche la formazione universitaria e specialistica, che «non può essere separata dal Servizio sanitario nazionale», ma deve essere programmata sulla base dei reali fabbisogni assistenziali dei territori.

L’attenzione si è quindi spostata sulla Calabria, una regione che, secondo Ciconte, continua a convivere con criticità storiche pur registrando alcuni primi segnali di miglioramento.

«La Calabria affronta da anni sfide complesse, in un contesto socio-politico ed economico fragile, che rende difficile non solo programmare, ma soprattutto gestire in modo efficace, efficiente ed equo un sistema sanitario ancora gravato da criticità strutturali e organizzative», ha affermato.

Il presidente dell’Ordine ha riconosciuto gli sforzi compiuti dalla Regione e dalle istituzioni nazionali e ha ricordato come i dati più recenti della Fondazione Gimbe e quelli diffusi da Agenas evidenzino un miglioramento di alcuni indicatori, tra cui i tempi di attesa per visite ed esami diagnostici. «Sono segnali positivi, ma non ancora sufficienti. Serve una visione strategica chiara, condivisa e finalmente operativa, capace di tracciare il futuro della sanità calabrese».

Per Ciconte è arrivato il momento di decidere quale modello di sanità costruire, chiarendo il ruolo della sanità pubblica e di quella accreditata, rafforzando la rete ospedaliera e garantendo una reale integrazione tra ospedale, università e territorio.

Un altro passaggio centrale della relazione ha riguardato la medicina territoriale.

«Non possiamo più accettare che l’ospedale e, in particolare, il pronto soccorso diventino il primo e spesso unico punto di accesso dei cittadini, anche per patologie croniche o fragilità che dovrebbero trovare risposta sul territorio».

Per il presidente dell’Ordine occorre costruire una nuova architettura sanitaria regionale fondata sulla medicina di prossimità, sulla presa in carico del paziente cronico, sull’assistenza domiciliare, sulla prevenzione e sull’integrazione tra tutte le figure professionali.

In questo contesto le Case della Comunità rappresentano «una reale occasione di svolta», mentre è stato giudicato positivamente anche il recente accordo tra alcuni sindacati della medicina generale, Ministero della Salute e Conferenza Stato-Regioni che prevede la presenza dei medici di famiglia all’interno delle Case della Comunità. «Il confronto, la condivisione e la responsabilità tra istituzioni e professionisti sono strumenti indispensabili per affrontare problemi complessi e costruire soluzioni realmente sostenibili».

Ciconte ha poi ribadito il ruolo dell’Ordine, definito «organo sussidiario dello Stato», chiamato non solo alla vigilanza sugli Albi e sul rispetto del Codice deontologico, ma anche alla promozione della formazione continua e al dialogo con le istituzioni.

In quest’ottica ha annunciato che in autunno prenderà il via il Corso di Management Medico Avanzato, ringraziando i componenti della commissione Lino Puzzonia, Gerardo Mancuso, Pino Caridi, Giancarlo Valenti, Andrea Dominijanni, Giovanni Petracca e Antonio Guerra per il lavoro di progettazione. Un riconoscimento è stato rivolto anche al presidente della Commissione Albo Odontoiatri Salvatore De Filippo e ai suoi componenti per il corso di aggiornamento in odontoiatria, ormai riconosciuto a livello nazionale.

L’assemblea ha poi osservato un minuto di silenzio in memoria dei medici scomparsi nell’ultimo anno: Nicola Aversa, Mario Bianco, Anna Bifolchi, Antonio Blaganò, Agata Borgese Mauro, Gaspare Caputo, Michele Ciriaco, Gregorio Cordaro, Pasquale Roberto Cosentino, Vittorio Cuiuli, Giacomo De Rosi, Giuseppe Ferlaino, Elisabetta Fiore, Iginio Elio Carmelo Furciniti, Francesco Grandinetti, Nicola Greco, Francesco Saverio Madonna, Rosario Militano, Saverio Montebianco Abenavoli, Salvatore Pallone, Carmine Pullano, Francesco Stanà, Domenico Teti, Vittorio Valentini e Caterina Viscomi.

Tra i momenti più emozionanti della giornata la consegna delle medaglie ai medici che hanno raggiunto i 45 anni di iscrizione all’Albo, ai quali è stata consegnata anche una pergamena con il Giuramento di Ippocrate e una copia del Codice di Deontologia Medica.

I riconoscimenti sono stati assegnati a Francesco Abbonante, Giuseppe Aielli, Romana Aloisi, Antonio Aversa, Felice Bellini, Elvira Filomena Benedetti, Elena Bova, Alfredo Caglioti, Antonino Cardile, Giuseppe Caridi, Serenella Caristo, Michelangelo Giuseppe Ciurleo, Domenico Comito, Luciano Condorelli, Domenico Corea, Matilde Corea, Gennaro De Nardo, Ettore Falvo, Francesco Ferragina, Angela Focarelli Barone, Vincenzo Foti, Michele Gallucci, Pasqualina Gargiulo, Domenico Garieri, Giuseppe Gualtieri, Antonio Guerra, Maria Laura Guzzo, Francesco La Cava, Francesco La Russa, Caterina Iaria, Angelo Lavano, Rocco Loiarro, Giuseppe Mancuso, Anna Marotta, Maria Antonietta Massimo, Maria Giovanna Masucci, Antonio Matozzo, Antonio Mauro, Domenico Meddis, Ercole Antonio Mercuri, Amalia Milano, Giovanni Milano, Vincenzo Minici, Marinella Moraca, Gisella Mungo, Giacinto Nanci, Luciano Notaro, Arnaldo Pacileo, Carmela Pane, Antonio Papini, Pasquale Pelaggi, Andrea Maria Perri, Giuseppe Perri, Ida Anna Romana Perri, Maria Mercedes Pileggi, Francesco Polimeni, Roberto Porciello, Lucio Pregoni, Giovanni Primerano, Maurizio Puca, Ruggero Rapani, Antonio Scordovillo, Antonella Sutera Sardo, Luigi Tosto, Annamaria Trapasso, Giovanni Tsumaropulos e Giancarlo Valenti.

La giornata si è conclusa con l’accoglienza dei circa 120 nuovi medici entrati a far parte dell’Ordine provinciale.

A loro Ciconte ha rivolto il messaggio finale, forse il più significativo dell’intera relazione: «Vivete una stagione di profonde trasformazioni, nella quale l’intelligenza artificiale e le innovazioni tecnologiche stanno cambiando il modo di curare. Ma ricordate sempre che nessun algoritmo potrà mai sostituire la relazione tra medico e paziente. Fate in modo che il Giuramento di Ippocrate non resti una formula solenne, ma diventi ogni giorno un impegno concreto al servizio della persona, della salute e della dignità umana».

Di seguito i nomi

Albo dei Medici Chirurghi (111 neo iscritti)

Priscilla Apa, Analucia Aragão Guimaraes, Qusai Ayaydeh, Laura Balena, Pierpaolo Bertolami, Mario Giuseppe Bonelli, Francesco Borelli, Stefano Bova, Umberto Cacciapuoti, Marilena Campolo, Natalie Capicotto, Giovanna Caporaso, Giada Cardamone, Daniel Silvano Caroleo, Anna Cassadonte, Ludovica Cianci, Oscar Cipolla, Alessandro Colao, Elisabetta Conte, Danilo Cortese, Beatrice Cosentino, Erica Costa, Antonio Costanzo, Martina Costanzo, Elisa Crocetti, Chiara D’Agostino, Silvia De Franco, Olga De Rose, Michele De Tursi, Angelo Delogu, Giulia Di Lorenzo, Antonio Durante, Domenico Esposito, Biagio Ferrari, Sofia Fidale, Martina Frangipane, Giovanna Gallo, Antonio Garo, Michela Diletta Garo, Domenico Giordano, Maria Cristina Giulino, Stefano Antonio G. Gualtieri, Alessandra Guanta, Giorgia Guariglia, Camilla Guzzo, Asia Ieradi, Roberta Innocente, Barbara Iozzi, Tamer Khatib, Veronica Labonia, Souhir Lachtar, Francesco Lanzo, Laura Leone, Giuseppe Leuzzi, Francesca Lorelli, Nicola Lorenzo, Roberta Lucchino, Veronica Maida, Teresa Marinaro, Gabriele Joseph Martino, Domenico Martire, Federica Maruca, Elisa Matarese, Vincenzo Mazzuca, Valentina Mela, Ludovica Mengani, Laura Miceli, Beatrice Mischitelli, Alessia Morelli, Giovanni Morelli, Ludovica Mostardi Scarnecchia, Michela Nigro, Maria Vittoria Palmieri, Lorena Paola, Vittorio Papaleo, Antonella Paparo, Davide Passarelli, Silvia Pezzaniti, Federico Piro, Divina Provenzano, Giorgio Puca, Alessandro Pullano, Francesco Maria Putrino Gallo, Ilaria Rania, Andrea Ranieri, Roberta Ranieri, Serena Ranieri, Elena Raso, Chiara Rauseo, Simona Rubino, Ilaria Scarpino, Vittoria Seminara, Serena Servello, Mohammad Shekh Khalil, Caterina Simonetti, Francesco Sità, Giuseppe Stella, Eleonora Stipo, Aseel Suleiman, Selene Surace, Morena Talarico, Felice Tallarigo, Rossana Talotta, Antonio Tiani, Elio Tiriolo, Marika Torcetta, Francesco Valente, Antonietta Veneziano, Alessia Villella, Roberta Voci, Giulia Volpe.

Albo degli Odontoiatri (3 neo iscritti)

Alessandro Bianco, Rita Velia Bianco, Marta Caristo.

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