Il presidente del Consiglio comunale di San Giovanni in Fiore, Marco Ambrogio, ha chiesto un incontro urgente al Prefetto di Cosenza per rappresentare i gravi fatti avvenuti lo scorso 14 agosto presso la sede municipale e le conseguenti problematiche istituzionali. Quel giorno Ambrogio aveva convocato per le ore 16 la Conferenza dei Capigruppo, chiamata a organizzare i lavori del successivo Consiglio comunale. Tra gli argomenti da affrontare figuravano le linee programmatiche del sindaco, che l’articolo 11 dello Statuto comunale prevede siano presentate e discusse entro 30 giorni dall’insediamento, oltre ad altre questioni e interrogazioni di competenza dell’assemblea.
All’arrivo al Municipio, tuttavia, il presidente e i capigruppo presenti hanno trovato la sede chiusa e non hanno potuto svolgere la riunione. Secondo quanto riportato nella denuncia presentata lo stesso giorno alla Stazione dei Carabinieri di San Giovanni in Fiore, dopo essersi rivolti alla Polizia locale sarebbe stato comunicato loro che, per disposizione del sindaco Antonio Barile, non era consentito l’accesso alla sede comunale. Ambrogio ha quindi denunciato l’accaduto ai Carabinieri, chiedendo che siano accertate eventuali responsabilità in relazione ai fatti esposti. Nel relativo verbale viene formalizzata la denuncia nei confronti dei responsabili dei reati eventualmente ravvisabili e viene indicata l’ipotesi di interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità, ferma restando ogni valutazione di competenza dell’autorità giudiziaria. Nella richiesta trasmessa al Prefetto, il presidente del Consiglio sottolinea che quanto avvenuto non può essere ricondotto a una mera questione organizzativa, poiché è stato impedito al presidente dell’assemblea e ai rappresentanti dei gruppi consiliari di accedere alla sede dell’Ente per una riunione istituzionale formalmente convocata. La vicenda viene inoltre inserita nel quadro delle criticità istituzionali emerse nei primi mesi della nuova amministrazione. Per tale ragione, Ambrogio, insieme ai rappresentanti dei gruppi consiliari, chiede al Prefetto un’audizione urgente, nel corso della quale consegnare la documentazione relativa all’episodio del 14 agosto e rappresentare le ulteriori problematiche che interessano il Comune.
“La richiesta al Prefetto – afferma il presidente Ambrogio – non nasce da una contrapposizione politica. È necessario tutelare le prerogative del Consiglio comunale e consentire a tutti i consiglieri di esercitare senza limitazioni il mandato ricevuto dai cittadini. Quanto accaduto il 14 agosto è un fatto molto grave, sul quale abbiamo ritenuto doveroso interessare sia l’autorità giudiziaria sia quella prefettizia”. Il presidente del Consiglio comunale chiede pertanto che siano garantiti il regolare svolgimento delle attività degli organi consiliari, il rispetto delle rispettive prerogative istituzionali e un corretto rapporto tra Consiglio comunale, sindaco, Giunta e struttura amministrativa.
