«Sul nuovo Piano d’Ambito dei rifiuti della Calabria vogliamo vederci chiaro. Per questo, in qualità di presidente del Consorzio Valle Crati, formalizzero’ una richiesta di accesso agli atti ad ARRICAL per acquisire l’intera documentazione relativa alla formazione, all’adozione e alla futura attuazione del nuovo modello regionale».
È quanto dichiara l’avv. Maximiliano Granata, presidente del Consorzio Valle Crati, intervenendo sul nuovo modello delineato da ARRICAL.
Il Piano prevede tre macroaree, ciascuna affidata a un unico concessionario, con concessioni ventennali. Il valore complessivo stimato è di circa 8,12 miliardi di euro, dei quali 3,13 miliardi riguarderebbero l’Area Nord, coincidente con la provincia di Cosenza. Sono inoltre previsti circa 975 milioni di euro di investimenti. (Arrical)
«Parliamo di cifre enormi – afferma Granata – e proprio per questo non è sufficiente conoscere gli annunci. Vogliamo conoscere gli atti, i numeri, i PEF, le relazioni tecniche, le motivazioni e tutta la documentazione istruttoria.»
L’istanza riguarderà, tra l’altro, la deliberazione del Consiglio Direttivo d’Ambito del 24 luglio 2026, il Piano d’Ambito e tutti gli allegati, la documentazione relativa alla VAS, i verbali delle sedute, le osservazioni dei Comuni, gli atti relativi alle tre macroaree, la documentazione economico-finanziaria e gli atti concernenti le future concessioni.
«La domanda che poniamo è molto semplice: come si arriva a 8,12 miliardi di euro? E, soprattutto, come si arriva ai 3,13 miliardi previsti per la provincia di Cosenza? Vogliamo conoscere fino all’ultimo euro quali siano gli investimenti, i costi operativi, i ricavi previsti, la remunerazione del capitale, il rischio trasferito al concessionario e gli eventuali meccanismi di revisione dell’equilibrio economico-finanziario».
Particolare attenzione sarà riservata proprio all’Area Nord.
«La provincia di Cosenza non può essere considerata semplicemente un grande lotto economico da affidare per vent’anni. Bisogna spiegare ai cittadini e ai Comuni perché sia stato scelto un unico concessionario per l’intero territorio provinciale, quali alternative siano state valutate e quali garanzie siano state previste per la concorrenza, per i lavoratori, per i Comuni e soprattutto per gli utenti».
Granata chiede inoltre chiarezza sulla sequenza procedimentale.
«Vogliamo verificare con precisione quale atto sia stato effettivamente adottato il 24 luglio, quale sia la natura giuridica del Piano, quale sia lo stato della consultazione, quale sia la situazione della VAS e quale sia il presupposto amministrativo per l’eventuale avvio delle gare».
La stessa ARRICAL ha comunicato che il 24 luglio il Consiglio Direttivo d’Ambito ha adottato il nuovo Piano e che il modello prevede concessioni ventennali per il periodo 2028-2047. (Arrical)
«Non stiamo facendo una battaglia contro la modernizzazione del sistema dei rifiuti – precisa Granata –. Siamo favorevoli a una gestione efficiente, alla raccolta differenziata, alla tariffazione puntuale e all’autosufficienza impiantistica. Ma modernizzare non può significare consegnare per vent’anni un servizio pubblico di valore miliardario senza un controllo pubblico forte e senza una trasparenza assoluta.»
E poi l’affondo politico.
«Non vogliamo sostituire vecchie inefficienze con nuovi monopoli territoriali. Tre macroaree e tre gestori possono rappresentare una scelta organizzativa legittima ed efficiente, ma devono essere adeguatamente motivati dimensionamento dei lotti, durata delle concessioni, equilibrio economico-finanziario e modalità di affidamento».
«Il Consorzio Valle Crati – conclude Granata – continuerà a svolgere il proprio ruolo nell’interesse del territorio e dei cittadini. Su una partita da oltre otto miliardi di euro non intendiamo limitarci a leggere comunicati stampa. Vogliamo leggere gli atti.»
«I soldi sono dei cittadini calabresi. Il servizio è pubblico. La trasparenza deve essere totale. E se dagli atti emergeranno criticità, saremo pronti a tutelare nelle sedi competenti gli interessi del territorio e delle comunità della provincia di Cosenza».
