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Santa Maria di Catanzaro, CNDDU: “Marciapiede danneggiato e barriere per disabili: la città non può permettersi l’indifferenza”

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) esprime profonda preoccupazione in merito alla notizia apparsa sulla stampa riguardante le condizioni del marciapiede di via della Chiesa e della buca in prossimità dell’incrocio tra via San Michele e via Rumbolo, nel quartiere Santa Maria.
Le immagini evocate nel racconto del consigliere comunale Giovanni Costa, che richiama con ironia il titolo del celebre film “Ieri, oggi, domani”, restituiscono purtroppo un quadro che nulla ha a che vedere con la bellezza del grande cinema italiano, ma con l’amara quotidianità di molti cittadini: l’abbandono del decoro urbano, la trascuratezza e l’indifferenza verso la sicurezza pubblica.
Quando un marciapiede rimane dissestato per mesi, non parliamo più di semplice incuria, ma di una vera e propria negazione di diritti fondamentali: il diritto alla mobilità, alla sicurezza, all’inclusione. Per un cittadino diversamente abile costretto a muoversi in carrozzina, quella buca e quell’ostacolo diventano barriere insormontabili, una violenza silenziosa che limita la sua libertà di movimento e lo costringe quotidianamente a percorsi alternativi, insicuri e umilianti.
Il CNDDU ricorda che la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall’Italia con la legge 18/2009, impegna le istituzioni a garantire l’accessibilità degli spazi urbani e a rimuovere ogni barriera che impedisca una piena ed effettiva partecipazione alla vita sociale. Non si tratta di un favore o di un atto di cortesia: è un dovere giuridico e morale.
“Il domani evocato nella denuncia di Costa – afferma il CNDDU – non può e non deve essere un eterno rinvio. L’amministrazione locale ha il compito di intervenire tempestivamente per assicurare che i cittadini, tutti i cittadini, possano vivere la propria città senza rischi, discriminazioni o disagi. La cura dello spazio pubblico è la misura della civiltà di una comunità.”
Il CNDDU sollecita, pertanto, un intervento immediato e risolutivo da parte delle autorità competenti, affinché il quartiere Santa Maria non resti simbolo di incuria ma diventi esempio di attenzione, responsabilità e rispetto dei diritti umani.
Solo così “ieri, oggi e domani” potranno ritrovare un significato diverso: quello di una comunità che cresce nella consapevolezza che la dignità della persona è il primo mattone su cui costruire il bene comune.

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