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Tre giorni di musica, teatro, incontri, laboratori, immagini e comunità nel piccolo borgo di Joggi, a Santa Caterina Albanese

Dal 16 al 18 agosto torna a Joggi, nel comune di Santa Caterina Albanese, in provincia di Cosenza, Joggi Avant Folk, giunto alla sua 28ª edizione. Un appuntamento che negli anni ha costruito la propria identità attraverso la musica e le arti, ma soprattutto attraverso la capacità di trasformare un piccolo borgo in uno spazio aperto di incontro, confronto e partecipazione.

Anche l’edizione 2026 propone un programma che attraversa generi e linguaggi diversi, dalla musica al teatro, dagli incontri ai laboratori per bambini, dalle proiezioni alle mostre, confermando una formula che mette al centro la comunità e la possibilità di vivere il festival come esperienza collettiva.

Questa edizione sarà dedicata al ricordo di Samuele, un ragazzo appartenente alla comunità di Joggi Avant Folk, scomparso un anno fa. Un momento speciale in sua memoria accompagnerà la prima giornata del festival, in un ideale abbraccio della comunità che negli anni ha fatto di Joggi un luogo di relazioni, musica e condivisione.

Tre giornate di musica

Si parte domenica 16 agosto con una serata interamente dedicata alla cultura hip hop. Sul palco Dongocò con Dj Rioma, rapper e freestyler attivo dalla fine degli anni Novanta, e Ellie Cottino & Il Buon Paul, rapper torinese che porta nella propria scrittura temi politici e femministi, tra eleganza e provocazione, su sonorità profondamente legate alla tradizione hip hop.

A chiudere la serata sarà Dj Lugi, breaker, disc jockey, beatmaker e maestro di cerimonia, pioniere della cultura hip hop in Italia fin dai primi anni Ottanta. Etiope d’origine e calabrese d’adozione, ha attraversato la storia dell’hip hop italiano prendendo parte, tra le altre esperienze, alla South Posse di Cosenza. L’aftershow sarà affidato a Dj Kerò.

La seconda giornata, lunedì 17 agosto, avrà come momento centrale la proiezione del docufilm “Il Tempo delle Noci”, seguita dall’incontro con il cantautore Dario Brunori e il regista Giacomo Triglia.

La serata proseguirà con il live di NAIP – Nessun Artista In Particolare, progetto musicale dietro cui si cela Michelangelo Mercuri, che costruisce la propria dimensione sonora attraverso batteria elettronica, synth, loop station, chitarra e voce. Dopo il concerto, spazio all’Aristotool audio/video experience, un dj set che intreccia musica e immagini.

Gran finale martedì 18 agosto con i Meganoidi, band genovese nata alla fine degli anni Novanta e diventata uno dei nomi più riconoscibili della scena alternativa italiana. Dagli esordi indipendenti e autoprodotti fino ai grandi successi e a oltre vent’anni di attività, la band ha continuato a evolversi mantenendo intatto il rapporto diretto con il pubblico e una forte identità live.

In apertura I Malati Immaginari, duo darkwave/elettronico che unisce fragilità emotiva e pulsazione da club in un live essenziale e rituale, caratterizzato da un’estetica total black. L’aftershow sarà affidato a Dj Karim, direttamente dall’Argentina.

Non solo musica: teatro, incontri, laboratori e immagini

Accanto ai concerti, Joggi Avant Folk conferma anche quest’anno un programma pomeridiano ricco di appuntamenti dedicati a linguaggi, temi e pubblici differenti.

Si comincia il 16 agosto alle ore 19 con lo spettacolo di burattini “Spazzolino e Palmerino d’olivo ovvero spersi per il mondo”, di e con Angelo Aiello, con le musiche di Rachel Icenogle.

Il 17 agosto, dalle ore 18, spazio a “Jina”, librone gigante e interattivo, tra lettura e gioco collettivo, dal Kurdistan alla Calabria e oltreconfine, a cura della Stamperia Artigiana Senza Pressa e del Doposcuola Popolare Pane e Rose di Cosenza. Alle 19 seguirà “Disegni dalla frontiera”, incontro con Francesco Piobbichi, moderato da Mariafrancesca D’Agostino, docente Unical. Alle 20 sarà la volta del reading multimediale “Social hate”, di e con Claudio Dionesalvi.

Il 18 agosto alle ore 18 sarà presentato il libro di Claudio Metallo, “Calypso Hotel No Vacancy”, in dialogo con Leggiamoci. Alle 19 spazio ai più piccoli con il laboratorio di creazione di maschere di supereroi contro…, realizzato a cura dei bambini di Joggi.

Alle 20, infine, l’incontro “Palestina: voci di resistenza”, con la giornalista Dalia Ismail, l’attivista palestinese Ahlam Shahin e Sonia Golemme di Calabria Global Sumud. Modera la giornalista Carla Monteforte.

Per tutta la durata del festival sarà inoltre possibile visitare la mostra fotografica “Terra di dove finisce la terra”, a cura di Daniela Gallo.

Tre giorni, dunque, in cui Joggi torna a essere un luogo di musica e cultura, ma anche di confronto, memoria e partecipazione. Una comunità temporanea che, attraverso artisti, parole, immagini e attività condivise, continua a rinnovare ogni anno il senso profondo di un festival arrivato alla sua ventottesima edizione.

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