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Case di comunità, la Regione rilancia: “Saranno il punto di riferimento della sanità territoriale”

Le Case di comunità dovranno diventare il fulcro dell’assistenza sanitaria sul territorio, offrendo ai cittadini un punto unico di accesso ai servizi e una presa in carico integrata dei bisogni di salute. È il messaggio emerso dal convegno dedicato alla sanità territoriale organizzato dalla Cisl a Catanzaro, al quale hanno partecipato i vertici del sistema sanitario regionale.

A delineare il percorso è stato il direttore generale del Dipartimento Salute della Regione Calabria, Ernesto Esposito, che ha spiegato come il modello previsto dalla riforma superi la tradizionale funzione ambulatoriale.

«Le Case di comunità non saranno più semplici poliambulatori, ma il punto di riferimento del territorio, dove il cittadino troverà accoglienza e una presa in carico complessiva del proprio fabbisogno sanitario», ha dichiarato.

Esposito ha inoltre evidenziato che la Regione ha rispettato il cronoprogramma previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. «La Regione ha rispettato tutte le scadenze del Pnrr e ha già sottoscritto l’accordo con i medici di medicina generale e i pediatri per il loro coinvolgimento nelle Case di comunità», ha aggiunto.

Sul percorso di attuazione è intervenuto anche il commissario straordinario dell’Asp di Catanzaro, Antonio Battistini, che ha annunciato il completamento degli atti amministrativi necessari all’avvio delle strutture. «Abbiamo adottato tutte le delibere previste e stiamo definendo la roadmap per rendere pienamente operative le strutture, coinvolgendo medici di famiglia, terzo settore e specialisti, così da rafforzare la medicina di prossimità e riservare i Pronto soccorso alle sole emergenze», ha affermato.

Per il commissario straordinario dell’Asp di Vibo Valentia, Angelo Vittorio Sestito, la rete territoriale è già in fase avanzata. «Le cinque Case di comunità previste sono già operative e presto diventeranno sei. Non devono essere considerate strutture di serie B, ma il luogo in cui il cittadino trova una presa in carico completa grazie al lavoro in équipe e alla piena integrazione con l’ospedale», ha sottolineato.

A chiudere il confronto è stato il direttore generale dell’Asp di Crotone, Antonio Graziano, che ha indicato nella prevenzione e nell’innovazione gli strumenti su cui costruire il nuovo modello assistenziale. «Prevenzione, prossimità e innovazione rappresentano i pilastri della nuova sanità. Le Case di comunità, insieme alla telemedicina, consentiranno di spostare le informazioni e non i pazienti, mettendo davvero al centro la persona e garantendo risposte concrete lungo tutto il percorso di cura», ha concluso.

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