“A volte bisogna rischiar, fare altre cose. Occorre rinunziare ad alcune garanzie perché sono anche delle condizioni” - Tiziano Terzani
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Rifondazione Comunista Acri: “Casa della Comunità, una novità che non cambia nulla”

“Il presidio ospedaliero “Beato Angelo” di Acri e l’intera comunità che ad esso afferisce sono da anni
vittime di una cronica mancanza di attenzione da parte delle istituzioni sanitarie competenti, un
disinteresse che si manifesta in una serie di decisioni che sembrano ignorare le reali necessità del
territorio. L’ultimo capitolo di questa complessa vicenda amministrativa si palesa con l’annuncio della
nascita della Casa della Comunità, una struttura prevista dal PNRR e dal Decreto Ministeriale 77/2022
che tuttavia, nella sua configurazione di tipo Spoke, appare come una mera operazione di facciata più che
come un reale potenziamento dell’offerta sanitaria. L’allocazione della stessa all’interno dei locali del
presidio ospedaliero esistente suggerisce infatti un semplice raggruppamento burocratico di unità
operative già attive e fruibili ( il poliambulatorio, il CIM, l’assistenza domiciliare e la guardia medica)
senza che a questo trasloco formale corrisponda l’attivazione di nuovi servizi essenziali per i cittadini

acresi.

In questo scenario di riorganizzazione superficiale, emerge con forza il rammarico per la mancata
istituzione di un Ospedale di Comunità, una struttura che avrebbe garantito una reale funzione intermedia
tra il domicilio e il ricovero ospedaliero per acuti. Nonostante il distretto sanitario Valle Crati, del quale
Acri fa parte, conti circa 140.000 abitanti e il decreto preveda standard precisi per la dotazione di posti
letto ogni 100.000 residenti, ad Acri è stata negata questa opportunità, a differenza di quanto avvenuto in
altre realtà analoghe della provincia di Cosenza. Tale assenza risulta ancora più grave se si considera la
disponibilità di spazi idonei all’interno del presidio, che avrebbero permesso di gestire dimissioni protette
e stabilizzazioni cliniche in prossimità del domicilio, alleggerendo la pressione sui reparti ospedalieri

d’urgenza.

Ad aggravare ulteriormente la situazione concorre l’assenza di un piano strategico per il potenziamento
delle risorse umane: nessuna infrastruttura, per quanto modernamente denominata, può funzionare senza
un massiccio incremento del personale medico e infermieristico. La carenza di organico rappresenta il
vero collo di bottiglia del sistema ed è per questo che si richiede con fermezza non solo l’attivazione
dell’Ospedale di Comunità, ma il potenziamento completo, ormai non più procrastinabile, dell’intero
presidio ospedaliero Acrese. Riteniamo che un modello perseguibile sia, ad esempio, quello indicato dal
comitato “La Cura” attraverso la lodevole recente proposta di legge di iniziativa popolare.
Auspichiamo quindi il superamento dell’attuale logica del “remix” di servizi esistenti, risultati peraltro
fallimentari nelle realtà nelle quali sono stati già attuati, per approdare a un reale aumento dell’offerta

sanitaria pubblica fruibile dalla popolazione”.

Così in una nota Angelo Viteritti, Rifondazione Comunista Acri, e Domenico Passarelli, Segreteria provinciale Rifondazione Comunista Cosenza.

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