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Emergenza acqua a Cosenza, Mancini: “Basta interventi tampone. Serve un piano acqua per modernizzare la rete e ottimizzare il servizio”

«Non è accettabile che in molti quartieri di Cosenza l’acqua arrivi nelle case solo per poche ore al giorno. Una situazione indegna che sta esasperando migliaia di cittadini e che dimostra l’assenza di programmazione nella gestione di un servizio essenziale».

Lo afferma Giacomo Mancini della direzione del PD Calabria, intervenendo sull’emergenza idrica che è ripresa drammaticamente in numerosi quartieri della città.

«Il problema – spiega – non è che l’acqua manca. Cosenza è servita da cinque acquedotti, un campo pozzi e sedici serbatoi. Il vero problema è una rete comunale vecchia, piena di perdite, che negli ultimi anni non è mai stata realmente modernizzata. Mentre migliaia di litri d’acqua si disperdono nel terreno, tante famiglie sono costrette a vivere con continui razionamenti».

Secondo Mancini, «per cinque anni si è andati avanti esclusivamente con interventi tampone, senza una strategia capace di affrontare il problema alla radice. Così si rincorrono le emergenze, ma non si risolvono mai».

L’esponente socialista evidenzia i limiti  del comune capoluogo

«È troppo semplice limitarsi a scaricare ogni responsabilità su Sorical. Al di là delle rispettive competenze, il Comune ha il dovere di programmare, progettare e costruire una visione. A pochi chilometri da noi opera l’Università della Calabria, con competenze di assoluto livello nella gestione delle reti idriche e delle nuove tecnologie. È incomprensibile che queste professionalità non siano mai state coinvolte».

Per Mancini la priorità è avviare un Piano Acqua per Cosenza, fondato sull’innovazione tecnologica e sulla riduzione delle perdite.

«Oggi esistono sistemi di monitoraggio digitale, sensori e strumenti di telecontrollo che consentono di individuare rapidamente le perdite, ridurre gli sprechi e rendere molto più efficiente la rete. È su questo che bisogna investire, insieme al progressivo ammodernamento delle infrastrutture».

Infine la critica all’attuale gestione amministrativa.

«Per trovare le perdite sembra non esserci mai tempo. Per chiedere ai cittadini il pagamento delle bollette, invece, l’organizzazione è sempre puntuale. Così non si governa una città. Governare significa prevenire i problemi, investire nelle infrastrutture e utilizzare le migliori competenze disponibili. L’acqua sarà una delle grandi sfide dei prossimi decenni. È tempo di cambiare direzione e restituire ai cosentini un servizio moderno, efficiente e all’altezza delle loro aspettative».

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