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Identità e territorio nei murales di Morano

Come da cronoprogramma, sabato scorso sono terminati i lavori per la realizzazione dei murales commissionati dall’Amministrazione comunale al collettivo “Gulìa Urbana”, realtà attiva da molti anni nel campo della promozione della street art come esperienza di rigenerazione urbana e sociale.

 

L’obiettivo è tanto semplice quanto efficace: curare l’arredo cittadino e conferire maggiore attrattività a quegli spazi dell’abitato che, per varie contingenze, risultano poco valorizzati e privi di visibilità. Talvolta, poi, i risultati superano addirittura le aspettative. Non solo per la bellezza dei soggetti e la scelta felice delle location, quand’anche per la straordinaria espressività dei racconti. Una celebrazione tutto tondo di ciò che lega il borgo all’ambiente.

 

Ma andiamo con ordine. Cominciamo dal primo mastodontico murales di Via Cappuccini, firmato da Alessandro Etsom. Si tratta di una riproduzione icastica del lupo appenninico e di ciò che rappresenta per questa terra. Tra i marchi identitari del Pollino, i due canidi, simbolo di ataviche lotte per la sopravvivenza, sono raffigurati mentre osservano fieri, in lontananza, il villaggio illuminato, quasi a volerlo proteggere.

 

Di altro autore, Antonino Perrotta, l’affresco in Viale Gaetano Scorza. Immagini e colori diversi, tema simile: cultura contadina e quotidianità. Un pino loricato, tra i marcatori distintivi dell’area, al disotto del quale si cela un forte richiamo al fenomeno del brigantaggio che ha segnato il periodo post-unitario. Il movimento lento e costante della vita di tutti i giorni, sintetizzato nella massaia che si reca al fiume per lavare i panni, completa la narrazione di un passato che sebbene non troppo distante da noi, è ormai dilatato nelle brume della nostra epoca.

Dello stesso autore i graffiti di Via Giudea. Qui l’argomento è il “Lavoro”, evidenziato in cinque riquadri con soggetti che rimandano a detta problematica. L’iniziativa è un dono alla comunità da parte di FormEdil Cosenza, ente che sostiene la qualità nel costruire e la cultura della sicurezza e della formazione in edilizia. Nello stesso blocco rientrano tre panchine installate nella medesima zona.

 

«Entrambi i writers – afferma il consigliere Geppino Feoli – hanno risposto magistralmente alle indicazioni ricevute. Da un lato abbiamo voluto porre l’accento sulle peculiarità floro-faunistiche e le nostre vicende storiche, dall’altro si è inteso accendere un faro sull’incolumità nei cantieri. Nel primo caso, sono degni di nota taluni aspetti artistici come, per esempio, l’occhio del lupo ritratto con pigne di pino loricato o il mantello dell’esemplare cosparso di foglie di faggio; nel secondo hanno un ruolo primario i fattori sociali, la donna con il suo canestro in testa e il brigante sovrastato da Italus, il nostro pino loricato che con i suoi 1230 anni è l’albero più vecchio d’Europa. Non meno importante il messaggio che vogliamo lanciare con i murales di Via Giudea – chiosa Feoli: con Formedil Cosenza, cui va il nostro ringraziamento, vogliamo sensibilizzare l’opinione pubblica su problematiche di stringente attualità. Siamo dunque in presenza di elementi che ci appartengono e che ci accompagnano nel nostro cammino».

 

«Abbiamo in mente di migliorare ancora di più l’arredo urbano, per offrire al turista ulteriori motivi per visitare Morano». commenta il sindaco Mario Donadio. «La nostra idea del borgo passa anche attraverso il coraggio di innovare con equilibrio, senza alterare le innumerevoli ricchezze paesaggistiche e architettoniche che possediamo. Un atto di rinascita estetica deve saper essere giovane e moderno. Contemporaneamente deve essere in grado di non dimenticare le radici: chi siamo e da dove veniamo. Con tali premesse riteniamo che interventi pittorici come quello appena concluso possano essere un valido strumento per consolidare l’appartenenza, l’attaccamento alle origini. Siamo sicuri che le condizioni per uno sviluppo armonico del tessuto socioeconomico si possano ottenere anche introducendo programmi nuovi e, soprattutto, concretizzandoli presto e con entusiasmo».

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