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Nuovo personale per il Comune di Vibo Valentia: presto in servizio le unità per realizzare i Progetti di Utilità Collettiva (PUC)

La Giunta comunale di Vibo Valentia, guidata dal sindaco Enzo Romeo, ha approvato le nuove schede dei Progetti di Utilità Collettiva (PUC), strumenti fondamentali per favorire percorsi di inclusione sociale e di partecipazione attiva alla vita della comunità. I PUC rappresentano attività a titolarità comunale rivolte ai beneficiari delle misure nazionali di inclusione e formazione, che mettono a disposizione tempo e competenze per iniziative di interesse pubblico, in ambito sociale, ambientale, culturale e di tutela dei beni comuni.
“Si tratta di progetti che rafforzano la rete di sostegno alla comunità e promuovono la partecipazione attiva dei cittadini – dichiara il sindaco Enzo Romeo – valorizzando il senso di responsabilità condivisa e contribuendo al miglioramento della qualità della vita nei nostri quartieri e nei nostri servizi”.
La Giunta ha dato, con voto unanime, il via libera a cinque progetti, che diventano parte integrante dell’azione amministrativa: dalla cura del verde a quella dei beni comunali, passando per le iniziative nel sociale, nel mondo della scuola e nell’assistenza alle fasce deboli.
L’elenco fornito dal Centro per l’Impiego di Vibo Valentia conta 96 unità che allo stato percepiscono il Reddito di Inclusione e che il Comune accoglierà nei vari progetti per svolgere attività lavorativa in favore della comunità e che, tra l’altro, non comporteranno alcun esborso per il bilancio dell’Ente.
I progetti prevedono un impegno settimanale compreso tra 8 e 16 ore, come stabilito dal decreto ministeriale. “L’approvazione dei PUC – afferma l’assessore agli Affari generali, Marco Talarico che ha seguito l’iter amministrativo ed i progetti – conferma l’iter e l’impegno dell’amministrazione, per come già in precedenza fatto dalla nuova amministrazione, nel potenziare i servizi al cittadino sfruttando tutte le occasioni che le normative nazionali offrono in tema di impiego di risorse.
In questo modo, i percettori assegno di inclusione e altri sostegni simili verranno impiegati – pena la perdita del diritto all’assegno in caso di rifiuto, come prevede la normativa – a favore della collettività. Un duplice beneficio: per i fruitori dei servizi finali, che sono i cittadini, ed anche per gli stessi protagonisti dei progetti, che avranno così modo di mettere a frutto il loro tempo e le loro competenze ed aumentare il proprio bagaglio formativo”.

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