“Riconoscere ai bambini di Gaza il premio Nobel per la pace significa dare ancora valore alla parola pace, significa fermare nella storia il diritto alla memoria per i bambini che non potranno diventare adulti e il diritto a un futuro di pace per chi è sopravvissuto all’orrore e all’odio”. È quanto afferma, Francesco Garofalo, presidente del Centro Studi Giorgio La Pira, di Cassano All’Ionio. “La proposta di candidare i bambini di Gaza al Nobel per la Pace non deve essere letta come una competizione tra vittime. Non significa che le sofferenze dei bambini – evidenzia -, israeliani, ucraini, sudanesi, yemeniti o di qualsiasi altra parte del mondo valgano meno. Al contrario. Proprio perché i bambini non sono responsabili delle decisioni degli adulti, ogni bambino vittima di una guerra dovrebbe essere considerato parte della stessa grande tragedia dell’infanzia violata. La candidatura dei bambini di Gaza – ha proseguito -, può dunque diventare un simbolo. Un simbolo rivolto alle istituzioni internazionali, ai governi e alla società civile. Un simbolo che dica una cosa elementare e insieme rivoluzionaria: la pace deve cominciare dalla protezione dei bambini. Non dalle strategie militari. Non dai confini. Non dalle vendette. Non dalla logica secondo cui una sofferenza può giustificarne un’altra”. Da qui l’appello: “Cassano è una città, che ha una storia importante di partecipazione civile, di memoria e di impegno democratico. Per questo mi rivolgo al Sindaco Giampaolo Iacobini, affinché il Comune di Cassano aderisca ufficialmente alla proposta di candidatura dei bambini di Gaza al Premio Nobel per la Pace. Chiedo che questa adesione non rimanga una semplice dichiarazione, ma diventi una scelta pubblica della città. Un atto istituzionale. Un segnale. Un modo per dire che Cassano riconosce nella tutela dell’infanzia uno dei valori fondamentali della propria comunità. Non chiedo alla città di condividere una parte politica. Chiedo di condividere un principio. I bambini non sono la guerra. Sono le sue vittime. E proprio per questo possono diventare il simbolo più forte della pace. La loro candidatura al Nobel non restituirà ciò che è stato perduto. Ma potrebbe ricordarci che dietro ogni numero c’è un bambino. Dietro ogni fotografia di una distruzione c’è una vita che avrebbe dovuto essere diversa. Dietro ogni scuola distrutta c’è un futuro interrotto. Dietro ogni bambino ferito c’è un adulto che non potrà mai cancellare ciò che quel bambino ha visto. Per sottoscrivere l’Appello, inviare mail di adesione a: segr.direttore@avvenire.it“.
“Il Nobel per la Pace ai bambini di Gaza”: l’appello del Centro Studi La Pira
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