Il Palazzetto dello Sport “Felice Calabrò” di Corigliano-Rossano ha vissuto una giornata di grande pallavolo giocata, ospitando l’ultimo appuntamento del Terzo Memorial “Simonetta Avalle”. La manifestazione internazionale di pallavolo femminile, patrocinata dall’amministrazione Stasi, dalla Regione Calabria, dalla FIPAV, dalla FIVB e dal CONI, ribadisce la centralità della Sibaritide come baricentro interculturale tra Calabria, Albania e Kosovo. È stata una due giorni in cui l’insegnamento etico di Simonetta Avalle, indimenticata guida tecnica e morale della pallavolo nazionale, si è fatto vivo e presente in ogni momento. Ricordare l’allenatrice che ha segnato la storia della pallavolo nazionale non soltanto attraverso i trofei, ma grazie a un codice deontologico inflessibile, significa riscoprire i valori più autentici di questo sport. Per lei il volley non era mai una mera somma di gesti tecnici, bensì una palestra di vita fondata sul rispetto assoluto delle regole, sull’onestà intellettuale e sulla correttezza sportiva.
Sul fronte agonistico, l’assegnazione del podio più alto, e del trofeo in memoria di Simonetta Avalle, è andato al Klubi Sportiv Tirana che ha vinto, per 3 a 2, sulla squadra padrona di casa Pallavolo Rossano Asd portando in Albania l’ambita coppa. Nella semifinale la squadra Lory Volley Pizzo ha prevalso sul KVF Pristina 75, vinta dalle calabresi con il punteggio di 3 a 1.
La manifestazione ha confermato l’altissimo livello tecnico delle formazioni estere, entrambe militanti nei massimi campionati di serie A dei rispettivi Paesi, e delle realtà italiane protagoniste sul parquet del Palazzetto dello Sport.
In un’epoca in cui la ricerca spasmodica della vittoria rischia talvolta di offuscare i valori della lealtà, il memorial Avalle si erge a baluardo di uno sport pulito. L’etica della Avalle insegnava che il verdetto del campo deve essere figlio del sudore e del fair play, dove l’avversario costituisce una controparte indispensabile per crescere. La tensione agonistica vissuta sul parquet rossanese ha incarnato esattamente questo spirito, fatto di agonismo feroce in campo ma di totale rispetto prima, durante e dopo ogni match, suggellato dall’esecuzione degli inni nazionali
