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Oltre Itaca, il Distretto Rotary 2102 apre nuovi orizzonti per la Membership a Rende

Una sala stracolma in ogni ordine di posti e una standing ovation ad accogliere il Governatore Dino De Marco hanno dato immediatamente la misura della partecipazione al Seminario Distrettuale “Oltre Itaca: i Nuovi Orizzonti della Membership”, svoltosi a Rende il 2 e 3 ottobre.

Un appuntamento caratterizzato non soltanto dalla grande partecipazione, ma dall’alto valore scientifico e culturale degli interventi, con contributi provenienti dal mondo rotariano, accademico, della ricerca e delle professioni e un’impostazione volutamente aperta alla contaminazione tra competenze differenti.

Ad aprire i lavori, dopo l’Onore alle Bandiere, i saluti della Presidente del Rotary Club Rende Candida Tucci, del Past Governor Vito Rosano, del Governatore Eletto Enzo De Filippo, del Governatore Nominato Salvatore Perri, della RRD Rotaract Luciana Calarco, dell’IRD Interact Hermes Praticò e dell’Assessore Federico Jorio, in rappresentanza del Sindaco di Rende.

A indicare la cornice strategica della giornata è stato il Governatore del Distretto 2102 Dino De Marco, sottolineando come Membership e Rotary Foundation costituiscano due pilastri fondanti dell’azione dei Club e del Distretto, chiamati a procedere insieme e ad alimentarsi reciprocamente.

De Marco ha inoltre richiamato i risultati raggiunti, evidenziando «l’onda lunga» del lavoro svolto, che continua a manifestarsi attraverso un ulteriore incremento percentuale della Membership rispetto ai risultati già straordinari dell’anno precedente.

Ma il messaggio del Governatore è andato oltre i numeri, delineando una prospettiva precisa: portare il Rotary verso una “Membership di precisione” e, contestualmente, verso un “Service di precisione”; occorre, infatti, puntare ad una membership capace di utilizzare dati, profili, caratteristiche demografiche, interessi e nuovi strumenti di analisi per conoscere meglio le persone, intercettare nuovi potenziali soci e costruire percorsi di coinvolgimento più efficaci.

Anche il Service dovrà essere capace di leggere con maggiore dettaglio i bisogni delle comunità, individuando le priorità e misurando, con continuità, l’impatto degli interventi realizzati.

Massimo Ballotta, Direttore del Board di Rotary International, ha messo in guardia dal rischio rappresentato dal “abbiamo sempre fatto così”: sale piene e applausi potrebbero risultare insufficienti senza l’arrivo di nuovi volti.

Cambiare, tuttavia, non significa perdere la propria identità. L’immagine utilizzata da Ballotta — “radici e rami non competono” — ha sintetizzato efficacemente il rapporto tra tradizione e innovazione: radici solide possono e devono sostenere la crescita di nuovi rami.

Alessio Marino, Responsabile Risorse Umane dell’Ordine di Malta, ha proposto il parallelo con il mondo del lavoro: oggi non basta attrarre un talento, occorre saperlo trattenere, coinvolgere e far sentire parte dell’organizzazione. Una riflessione immediatamente trasferibile alla Membership, nella quale l’ingresso di un nuovo socio rappresenta soltanto l’inizio del percorso.

Livio Gigliuto, Presidente dell’Istituto Piepoli, ha posto l’accento sulla capacità di rinnovare nel tempo le ragioni per cui una persona ha scelto di appartenere al Rotary, utilizzando analisi e dati anche per individuare criticità e migliorare la retention.

Ludovica Serafini, Adjunct Professor & Researcher alla LUISS Guido Carli, ha affrontato il rapporto tra ciò che il Rotary realizza e ciò che all’esterno viene effettivamente percepito, sottolineando il ruolo dello storytelling digitale. Significativo il dato richiamato nel suo intervento: il 35% del pubblico non conosce alcun programma rotariano. La sfida, dunque, non è soltanto fare di più, ma far conoscere meglio ciò che si fa.

Vincenzo Carrieri, Professore Unical e Direttore del Centro Studi Unical Società, Salute e Territorio, ha approfondito le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale e dall’analisi dei dati, richiamando la necessità di sviluppare una vera cultura della valutazione: ogni progetto dovrebbe nascere ponendosi fin dall’inizio la domanda «Come farò a sapere se ha funzionato?».

Mario Coscarello, Professore Associato e Delegato alla Missione Sociale e Public Engagement del DiSPeS Unical, ha infine allargato la riflessione all’innovazione sociale, evidenziando come innovare non significhi esclusivamente introdurre nuove tecnologie, ma anche ripensare processi, organizzazione e relazioni attraverso un approccio ecosistemico.

Grande entusiasmo hanno suscitato i tavoli tematici, che hanno trasformato i partecipanti da spettatori a protagonisti, chiamandoli a confrontarsi, co-progettare e sviluppare idee e possibili soluzioni per la Membership del futuro.

Anche la verifica delle conoscenze ha abbandonato gli schemi tradizionali: il “gioco della scacchiera” ha consentito di mettere alla prova, in un clima di allegria e condivisione, le conoscenze sulla Membership, coniugando formazione, partecipazione e spirito rotariano.

Una scelta metodologica coerente con il messaggio dell’intera giornata: non parlare soltanto di innovazione, ma sperimentarla concretamente.

Ed è stato ancora Massimo Ballotta, nelle conclusioni, a sottolineare il valore dell’impostazione scelta, osservando come buona parte delle questioni affrontate durante il Seminario siano le stesse sulle quali si discute a lungo anche nel Board di Rotary International, perché considerate centrali per il presente e il futuro dell’organizzazione.

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