La valorizzazione dei borghi storici del Sud Italia attraverso la finanza pubblica, il ruolo del PNRR nella rigenerazione culturale e sociale dei piccoli centri, il marketing territoriale e il turismo delle radici come strumenti per trasformare gli interventi realizzati in nuove opportunità di sviluppo.
Sono stati questi i temi al centro del workshop online “Turismo delle Radici. Una tendenza emergente che connette identità, territorio e sviluppo locale nei borghi del Sud Italia attraverso il PNRR”, promosso nell’ambito dei progetti “Scilla, il mito oltre la bellezza” e “Borghi in Piazza – Spirito d’Oriente in Occidente”, finanziati nell’ambito del PNRR M1C3 – Intervento 2.1 “Attrattività dei Borghi Storici”. Il workshop è stato reso possibile grazie al coinvolgimento dell’Universidad del Salvador – USAL in Argentina, della Fondazione Magna Grecia, della FACA (Federazione Associazione Calabresi in Argentina) e dei rappresentanti dei Comuni calabresi interessati dagli interventi.
L’incontro ha costituito un momento di confronto internazionale tra mondo accademico, istituzioni, amministratori locali, esperti di marketing territoriale e comunità italiana in Argentina, con l’obiettivo di raccontare non solo gli interventi realizzati, ma anche le strategie necessarie per trasformare la rigenerazione urbana e culturale in valore duraturo per i territori.
Al centro del confronto i borghi di Scilla, Riace, Stilo e Pazzano, territori calabresi accomunati da un patrimonio storico, culturale, identitario e paesaggistico di grande rilevanza, ma anche da una sfida comune: rendere gli investimenti pubblici non semplici opere concluse, ma strumenti capaci di generare nuova attrattività, partecipazione comunitaria, economia locale e relazioni con le comunità italiane nel mondo.
Il workshop moderato da Malena Errico del Circolo Giuridico e advisor della Fondazione, si è aperto con i saluti istituzionali dell’Agente Consolare Massimo Palozzi, in rappresentanza del Console Generale. A seguire, gli interventi istituzionali delle Amministrazioni dei Comuni coinvolti, il Sindaco Gaetano Ciccone e l’Assessore al Turismo Domenico Scarano per Scilla, la Sindaca FF di Riace Maria Spano, il Sindaco di Stilo Giorgio Tropeano e l’Assessore alla Cultura Cuteri per il comune di Pazzano.
La sessione degli interventi tecnici si è aperta con Franco Sensi, responsabile progetti speciali della Fondazione Magna Grecia e responsabile dei progetti che coinvolgono i 4 comuni, che ha approfondito il quadro generale dei progetti PNRR, le azioni messe a terra nei territori coinvolti e le possibili traiettorie di sviluppo legate alla valorizzazione dei borghi.
Particolare attenzione è stata dedicata alla capacità dei piccoli centri del Mezzogiorno di trasformarsi in laboratori di rigenerazione culturale e sociale. Scilla, con il suo rapporto tra mito, mare, tradizione marinara e brand territoriale; Riace, con il valore simbolico dei Bronzi, dell’accoglienza e della memoria mediterranea; Stilo, con la sua eredità bizantina, la Cattolica e il legame con Tommaso Campanella; Pazzano, con la spiritualità di Monte Stella, la memoria mineraria e le tracce delle antiche ferriere, sono stati presentati come esempi di un patrimonio che può essere valorizzato solo attraverso una visione integrata.
«Questo incontro conferma come la valorizzazione dei borghi non possa essere affrontata solo come tema locale», dichiara Franco Sensi. «I piccoli centri storici del Sud Italia custodiscono una parte fondamentale dell’identità del Paese e possono diventare luoghi di nuova relazione con le comunità italiane nel mondo. Il PNRR offre una grande occasione, ma perché gli interventi producano valore occorre costruire visione, comunicazione e continuità».
Nel corso dell’incontro è emerso come la rigenerazione finanziata dal PNRR non possa limitarsi alla dimensione infrastrutturale o urbanistica. Il recupero degli spazi, dei luoghi della cultura, dei percorsi, dei servizi e degli strumenti digitali richiede infatti un secondo passaggio: la costruzione di un racconto territoriale chiaro, riconoscibile e capace di parlare a pubblici diversi.
In questa prospettiva, la relazione e nocciolo dell’incontro, a cura di Nicola Durante, esperto di Marketing Territoriale e Valorizzazione Culturale, che ha progettato e curato il Piano di Comunicazione a livello internazionale, legato agli interventi finanziati, ha visto appunto il marketing territoriale come leva strategica per trasformare gli interventi pubblici in posizionamento, esperienza e relazione. Non semplice promozione turistica, ma metodo per rendere i territori leggibili, comprensibili e desiderabili, partendo dalle identità locali e dalle comunità che li abitano.
Ampio spazio è stato dedicato quindi al turismo delle radici, tema particolarmente rilevante nel rapporto tra Italia e Argentina. Le comunità italiane e italo-discendenti all’estero rappresentano infatti un pubblico strategico per i borghi storici: non soltanto potenziali visitatori, ma comunità legate da storie familiari, cognomi, memorie, partenze e appartenenze che possono essere riattivate attraverso percorsi culturali, turistici e relazionali, che possono generare anche sviluppo economico.
Secondo Nicola Durante «un intervento pubblico non produce valore solo quando viene realizzato, ma quando viene compreso, raccontato, vissuto e collegato a una strategia territoriale. Il PNRR rigenera spazi; il marketing territoriale deve contribuire a rigenerare significati. È da questo passaggio che i borghi possono tornare a essere non solo luoghi restaurati, ma luoghi riconoscibili, attrattivi, capaci anche di chiamare a sé anche le comunità italiane all’estero e più in generale capaci di generare valore economico».
L’intervento di Maria Lorena Villamayor, Direttrice del Corso di Laurea in Turismo dell’USAL, oltre a portare i saluti del Decano e del Preside della Facoltà di Economia Aziendale Claudio Flores, ha espresso l’apprezzamento per la metodologia applicata a campi diversi come la rigenerazione urbana, la comunicazione ed il turismo delle radici, ribadendo come non debbano rimanere attività singole ma diventare veicolo di sviluppo economico. Ringraziando la Fondazione per aver scelto l’Universitad del Salvador per approfondire questi temi e i vari professori delle altre facoltà presenti tra il pubblico, così come i partecipanti da altre università argentine e le autorità consolari che via via si sono alternata nel presenziare.
Nel suo intervento a margine delle relazioni, Nino Foti, Presidente della Fondazione Magna Grecia, ha sottolineato come da anni la Fondazione sia impegnata in favore delle comunità italiane all’estero già dal 2001 con il “Progetto Ritorno”, antesignano del moderno turismo delle radici, ricordando anche che l’emigrazione parte dalla Magna Grecia per arrivare ai giorni nostri.
Commosso infine il saluto di Vicente Granata, Presidente della FACA che ha raccontato il suo viaggio alla ricerca delle origini ed il sentimento condiviso di familiarità tra tutti gli italodiscendeti argentini.
In chiusura si è quindi evidenziato da parte dei partecipanti, una prospettiva di lavoro che va oltre la singola azione progettuale: costruire un modello replicabile di valorizzazione dei borghi storici fondato su rigenerazione, identità, comunicazione, comunità e ritorno.
In questo quadro, il legame con l’Argentina assume un valore particolarmente significativo. Non solo per la presenza di una numerosa comunità di origine italiana, ma per la possibilità di avviare nuove forme di cooperazione culturale, accademica e territoriale capaci di trasformare la memoria dell’emigrazione in una nuova economia della relazione, con il sostegno dell’Unione Europea che già considera l’Argentina un paese terzo ammissibile alle varie azioni comunitarie.
Il modello proposto dalla Fondazione Magna Grecia si conferma così come un percorso che unisce interventi pubblici, patrimonio culturale, marketing territoriale e turismo delle radici, con l’obiettivo di contribuire alla rinascita dei borghi storici del Sud Italia e alla costruzione di un ponte più forte tra le comunità locali e gli italiani nel mondo.
