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Sorical, Granata alza il livello dello scontro: “La Commissione di Vigilanza non può sottrarsi ai propri doveri”. Diffida personale ai consiglieri, esposti a Procura e Corte dei Conti

Lo scontro sulla contestata selezione del Direttore Amministrazione, Finanza e Controllo di Sorical S.p.A. entra in una fase ancora più dura. L’avvocato Maximiliano Granata ha notificato una diffida di otto pagine indirizzata non soltanto al presidente della Commissione Speciale di Vigilanza del Consiglio regionale della Calabria, ma personalmente a tutti i componenti dell’organismo, contestando quella che definisce una «illegittima inerzia istituzionale».
Nel documento, Granata respinge il diniego con cui la Commissione ha rifiutato di convocare una seduta sulla vicenda Sorical, sostenendo che l’argomento dell’incompetenza sarebbe «manifestamente infondato» e rappresenterebbe un travisamento delle funzioni di controllo attribuite all’organismo consiliare sulle società partecipate dalla Regione.
Secondo il legale, la pendenza del procedimento davanti al Tribunale di Catanzaro non impedisce in alcun modo alla Commissione di esercitare il proprio potere di vigilanza politico-istituzionale. Al contrario, la scelta di non intervenire rischierebbe di trasformare la funzione di controllo in un «mero simulacro», lasciando priva di verifica una vicenda che coinvolge una delle principali società pubbliche calabresi.
La diffida assume toni particolarmente severi anche nei confronti dei singoli consiglieri regionali. Granata sostiene infatti che la responsabilità dell’eventuale inerzia non ricadrebbe esclusivamente sul presidente della Commissione, ma potrebbe estendersi a ciascun componente che, pur informato dei fatti, non promuova iniziative per ottenere la convocazione dell’organismo.
Nel documento vengono inoltre richiamati possibili profili di responsabilità amministrativa, contabile e penale, la cui valutazione viene rimessa alle autorità competenti. La diffida è stata infatti trasmessa, per quanto di competenza, alla Procura della Repubblica di Catanzaro, alla Procura regionale della Corte dei Conti e all’Autorità Nazionale Anticorruzione.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio contenzioso già pendente davanti al Tribunale del lavoro di Catanzaro, dove Granata contesta l’annullamento della procedura selettiva disposto da Sorical dopo la revoca della precedente nomina. Nel ricorso vengono prospettati presunti profili di illegittimità dell’annullamento della selezione, un possibile conflitto di interessi e una richiesta di risarcimento quantificata in circa 490 mila euro.
Con la diffida, Granata assegna alla Commissione un termine di trenta giorni per revocare il diniego, convocare l’organismo di vigilanza ed esaminare formalmente il caso Sorical. In mancanza di iniziative, annuncia ulteriori azioni giudiziarie e amministrative per la tutela delle proprie ragioni.
La vicenda si avvia così verso un nuovo fronte di confronto istituzionale, mentre restano pendenti davanti all’autorità giudiziaria le domande relative alla legittimità della procedura di selezione e del suo successivo annullamento.

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