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Uilpa Polizia Penitenziaria: “Detenuto suicida a Vibo Valentia, è il nono dell’anno”

”Cinquantotto anni, egiziano, avrebbe finito di pagare il suo debito con la giustizia italiana ad agosto prossimo, ma è arrivata prima la pena di morte di fatto che nelle prigioni italiane colpisce random, indipendentemente dal reato di cui si è accusati. Si è impiccato infatti lunedì sera nella sua cella della sezione per detenuti problematici della Casa Circondariale di Vibo Valentia, ma la notizia si è appresa solo ora complice la cortina fumogena che quasi sempre avvolge le disfunzioni penitenziarie e lo sconcertante silenzio delle istituzioni. Si tratta del nono ristretto che si toglie la vita in questo scorcio del 2026”. Lo dichiara Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa Polizia Penitenziaria.

”Le carceri continuano a versare in condizioni drammatiche – spiega De Fazio – ed anche a Vibo Valentia, dove, al di là delle narrazioni e del fantomatico commissario straordinario all’edilizia penitenziaria, ci sono 126 posti non disponibili, con 314 reclusi allocati in 280 posti si registra un sovraffollamento significativo (112%) cui fa da contraltare la voragine negli organici della polizia penitenziaria, 224 agenti a fronte di un fabbisogno di almeno 288 (-29%). Del resto, a livello nazionale i detenuti sono ormai 63.782 mentre i posti disponibili appena 46.094, per converso nelle carceri mancano almeno 20mila agenti rispetto al fabbisogno reale, pure per le assegnazioni soprannumerarie negli uffici ministeriali e nelle sedi extrapenitenziarie”.

”Servono immediati provvedimenti concretamente deflattivi della densità detentiva, per potenziare gli organici della polizia penitenziaria, senza peraltro rinunciare all’indispensabile formazione, ammodernare e manutenere le strutture, implementare le tecnologie, garantire l’assistenza sanitaria, specie ai malati di mente, e avviare riforme strutturali”, conclude De Fazio.

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