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Polistena Futura: “Ortopedia: chi tutela i cittadini?”

“Il nostro intervento sulle dimissioni della responsabile del reparto di Ortopedia dell’Ospedale di Polistena ha suscitato reazioni ambigue. Il nostro non è stato un intervento fazioso o tendente a creare divisioni ma voleva essere solo una considerazione su un fatto che rappresenta una notizia che non può lasciare indifferenti, indipendentemente dal nuovo corso intrapreso.
Parliamo di una professionista originaria di Polistena che aveva scelto di mettere le proprie competenze al servizio del territorio. Una professionista che, al di là di ogni valutazione sulle dinamiche interne all’ospedale o sull’operato dei singoli medici – aspetti sui quali non spetta a noi esprimerci – aveva il diritto di svolgere il proprio lavoro con serenità, senza essere esposta a un clima fatto di illazioni, offese e continue pressioni.
Non intendiamo entrare nel merito delle scelte organizzative dell’azienda sanitaria né delle responsabilità interne. Interveniamo, però, perché in questo caso tutto lascia pensare che fattori esterni abbiano contribuito a determinare una decisione che rischia di avere conseguenze dirette sull’efficienza del servizio e, soprattutto, sui cittadini, rappresentando un precedente pericoloso.
A destare maggiore sorpresa è il comportamento di chi, pubblicamente, afferma di battersi ogni giorno per la tutela del diritto alla salute. Se davvero l’unico interesse fosse quello dei pazienti, oggi si dovrebbe denunciare con la stessa forza che il reparto di Ortopedia passerà da quattro a due sedute operatorie settimanali, con inevitabili ripercussioni sulle liste d’attesa e sull’assistenza.
Nei giorni scorsi, pur in presenza della disponibilità della sala operatoria e del personale anestesiologico, alcuni interventi sono stati rinviati in seguito alle nuove disposizioni organizzative. Tra i pazienti coinvolti vi era anche una persona ultranovantenne, costretta ad attendere ulteriormente. A questi episodi si aggiunge la vicenda di un bambino il cui intervento sarebbe stato rinviato e che avrebbe poi dovuto affrontare due operazioni, una situazione che meriterebbe la stessa attenzione e la stessa indignazione da parte di chi dichiara di difendere esclusivamente gli interessi dei pazienti.
Eppure, su questi fatti, è calato un silenzio che appare difficile da comprendere. È singolare che chi si presenta come paladino della sanità pubblica non ritenga doveroso informare i cittadini quando si verificano situazioni che incidono concretamente sulla qualità delle cure.
Altrettanto legittimo è chiedersi quale sia il confine tra l’impegno civico e l’ingerenza in vicende che dovrebbero rimanere estranee al dibattito pubblico. Pare che qualcuno approfitti di percorsi preferenziali all’interno dell’ospedale, mentre contemporaneamente ci si ingerisce su questioni personali e lavorative riguardanti dipendenti, ci troveremmo di fronte a un comportamento difficilmente conciliabile con i principi di imparzialità, rispetto della riservatezza e uguaglianza che dovrebbero ispirare chiunque affermi di operare nell’interesse della collettività.
La tutela della salute non può essere selettiva. Non può valere solo quando è funzionale a determinate battaglie o a determinati interessi. La credibilità si misura nella capacità di mantenere equilibrio, imparzialità e coerenza, mettendo sempre al centro i cittadini e non le appartenenze personali o le relazioni di vicinanza.
Quando un’azione che si presenta come civica finisce per alimentare tensioni, delegittimare professionalità e contribuire, anche indirettamente, all’indebolimento di un servizio essenziale, è inevitabile interrogarsi sul suo reale contributo all’interesse collettivo.
Oggi il risultato è sotto gli occhi di tutti: il territorio perde una professionista, il reparto vede ridursi la propria capacità operativa e a pagare il prezzo più alto saranno, ancora una volta, i cittadini che hanno bisogno di cure.
È su questo che dovrebbe concentrarsi il dibattito pubblico. Tutto il resto passa inevitabilmente in secondo piano. La vera domanda che i cittadini hanno diritto di porsi è una sola: chi sta davvero tutelando l’Ospedale di Polistena e il diritto alla salute del comprensorio?”.

Così in una nota:

Francesco Pisano – Capogruppo Polistena Futura
Omar Spanò – delegato Ospedale di Polistena
Marco Policaro – delegato Ospedale di Polistena

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