di Paolo Ficara – Tanto cattivo negli ultimi 30 metri, quanto disponibile e gioviale ai microfoni. Rolando Bianchi si è concesso ai microfoni di Tris TV, in mezzo ai vari impegni anche come talent di Radio TV Serie A, per parlare sia a 360 gradi di Serie B e C, ma anche – e parecchio – dei trascorsi con la maglia della Reggina.
Nel ricordare la stagione della penalizzazione, che lo ha visto protagonista con ben 18 reti segnate nella campionato di Serie A 2006-07, Bianchi è partito dal rigore segnato a Siena che valse l’annullamento della penalizzazione iniziale: “Tutti si stavano toccando di tutto e di più. Ma io ero talmente focalizzato sul rigore, che non ho considerato l’idea di sbagliarlo. Sapevo già che facevo gol, tanto ero convinto. La situazione era importante. Raggiunti gli zero punti, siamo partiti con il nostro percorso che è stato una cavalcata incredibile”.
Rolando Bianchi spiega come Walter Mazzarri si convinse a passare al modulo con due punte e mezza: “In quel momento, il mister doveva giocare per forza in quel modo. Leon sarebbe dovuto partire in prestito. Ma faceva la differenza in ogni partita, saltava l’uomo. Nicola stava benissimo e pure io. Partendo forte, non c’è stato bisogno neanche che Mazzarri ci parlasse. Avevamo caratteristiche diverse, ci completavamo anche con Foggia. Mazzarri è stato bravo nel trovare gli equilibri difensivi”.
L’ex bomber parla di Lillo Foti: “La sua caratteristica principale? Il grande cuore. Ricordo quando mi prese alla Reggina. Ci siamo chiusi in uno stanzino a Milano, ero all’Atalanta. Mi diede un pugno sulla spalla e mi disse: tu devi venire da me, amore mio. Lì ho capito che mi voleva veramente, è stata la mia fortuna. Lillo era un grande, un trascinatore”
Inevitabile un passaggio sulla Reggina attuale, attesa da una sfida di fuoco contro la Nissa: “L’addio di Montalto e l’arrivo di Angelo Guida? Il nome è importante per un attaccante, ma per Montalto forse non c’erano le condizioni per proseguire. Mi aspetto che la Reggina possa ritornare a vivere dei momenti di grande gioia. Sono venuto a settembre per Operazione Nostalgia, mi hanno detto che lo stadio non era mai stato così pieno. Mi ha fatto riflettere, mi piacerebbe rivedere l’ambiente di quando ci siamo salvati nel 2007. Sono i risultati e le categorie che ti permettono di acquisire credito con i tifosi”
