Le organizzazioni mafiose continuano a guardare con interesse alla Toscana, considerata da tempo un’area strategica per investimenti illeciti e infiltrazioni nell’economia legale. A evidenziarlo è stato il procuratore capo di Prato, Luca Tescaroli, intervenuto al convegno dedicato ai nuovi scenari della criminalità organizzata e dell’economia sommersa nella regione.
Nel corso dell’incontro, il magistrato ha tracciato un quadro aggiornato delle presenze mafiose sul territorio, soffermandosi sulle modalità operative adottate dalle principali organizzazioni criminali italiane e dai gruppi stranieri che negli ultimi anni hanno consolidato la propria attività in Toscana.
“Storicamente – ha spiegato Tescaroli – la Toscana è un luogo d’elezione per appartenenze e presenze di esponenti di strutture mafiose, c’è il massimo impegno e attenzione per contrastare questo fenomeno e il suo proliferare, un fenomeno che si è arricchito anche dall’attività di gruppi di criminalità organizzata straniera, come quelli cinesi e albanesi”.
Secondo il procuratore, la forza economica della regione rappresenta uno degli elementi che maggiormente attraggono le organizzazioni criminali, da sempre orientate a individuare contesti favorevoli per il riciclaggio, gli investimenti e l’accumulazione di profitti illegali.
“Hanno nel loro DNA il proposito dell’arricchimento illecito e dunque – spiega Tescaroli – la Toscana ha tutti i requisiti per essere territorio di conquista, è estremamente importante l’attenzione che viene rivolta al fenomeno. È importante far conoscere ciò che avviene nel territorio in modo che tutti i cittadini e le istituzioni abbiano chiaro il problema e la pericolosità dello stesso, una prospettiva per mettere in campo risposte sempre più qualificate”.
Nel suo intervento, Tescaroli ha inoltre illustrato l’attività investigativa sviluppata dalla Procura di Prato per contrastare la criminalità organizzata, con particolare riferimento ai gruppi di matrice cinese che operano nell’area pratese. L’obiettivo, ha spiegato, è intervenire con rapidità per prevenire il consolidamento delle attività illecite e colpire tempestivamente le reti criminali.
“Stiamo cercando di attuare una strategia basata sulla tempestività dell’intervento, nei limiti in cui ciò è possibile con il massimo impegno degli inquirenti e degli appartenenti alle forze dell’ordine, consapevoli delle forti carenze di organico con le quali dobbiamo quotidianamente convivere”.
Il procuratore ha infine ribadito la necessità di mantenere alta l’attenzione sul fenomeno mafioso, sottolineando come la consapevolezza collettiva e la collaborazione tra istituzioni, magistratura e cittadini rappresentino strumenti indispensabili per contrastare efficacemente la crescente capacità delle organizzazioni criminali di infiltrarsi nel tessuto economico e sociale del territorio.
