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Domani a Capo Colonna in scena l’Orchestra Filarmonica della Calabria con ospite Dave Schroeder

Prosegue con successo la III edizione di “This Must Be The Place” (TMBTP), rassegna che unisce musica e archeologia in scenari mozzafiato ideata e fortemente voluta dal direttore dei Parchi archeologici di Crotone e Sibari (PACS) Filippo Demma, promossa dal Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo e realizzata a cura dell’associazione culturale Picanto in joint-venture con la XXV edizione del Peperoncino Jazz Festival, che dopo la partecipata e coinvolgente inaugurazione a Isola Capo Rizzuto nella splendida cornice della neo ristrutturata fortezza di Le Castella affidata ai Toca Tango, da giovedì 23 luglio è approdata a Crotone nel magico scenario del Parco archeologico di Capo Colonna, che fino a domani (domenica 26 luglio) ospiterà una intensissima “quattro giorni” all’insegna della grande musica italiana ed internazionale.

A tagliare il nastro di questa sessione del TMBTP ospitata in uno dei luoghi simbolo di quella che fu la Magna Grecia e che sta proponendo, giorno dopo giorno, un viaggio attraverso vari generi musicali, è stato Joe Barbieri, raffinato artista napoletano che da outsider della canzone italiana d’autore, contaminata di jazz e world music, ha conquistato il grande pubblico con poesia e eleganza.

Nel corso della serata, il cantautore (ma anche produttore, arrangiatore e autore) partenopeo, scoperto giovanissimo, prodotto e lanciato in una carriera ricca di collaborazioni importanti da Pino Daniele, accompagnato dai talentuosi chitarristi Nico Di Battista e Oscar Monalbano, ha presentato al pubblico calabrese il meglio del suo repertorio e, in particolare, i brani contenuti nell’album “Vulío” (uscito nel 2024), un viaggio appassionato e personale nell’intramontabile repertorio della canzone classica napoletana, confermandosi a tutti gli effetti uno dei songwriters più sensibili e raffinati dell’attuale panorama italiano.

Il concerto è iniziato con Era de Maggio di Salvatore Di Giacomo, che a tutti gli effetti rappresenta forse uno degli esempi più calzanti in cui si incarna lo schema formale della canzone napoletana, a cui hanno fatto seguito una sofferta versione di Lazzarella (brano scritto a quattro mani da Riccardo Pazzaglia e Domenico Modugno), l’ispiratissima Accarezzame, uscito dalla magistrale penna di Pino Calvi, pezzo che ha palesato un profondo senso di appartenenza e di familiarità tipica delle grandi melodie, quelle che attraversano il tempo e le generazioni senza mai perdere d’intensità e magia.

E’ stata poi la volta di Dicitencello vuje, brano il cui fascino è rimasto immutato nel tempo pur essendo una composizione del 1930 in cui, ascoltando con attenzione, in un certo senso è facile scorgere assonanze con un indiscusso evergreen dei primi dell’Ottocento: Te voglio bene assaje.

A quel punto il concerto è decollato con Cammina Cammina splendida composizione di Pino Daniele contenuta nel suo album d’esordio del 1977, in cui si parla di vecchiaia e di attesa della morte, seguita dalla coinvolgente Quantu tiempo ce vò (scritta da Claudio Mattone e portata al successo da un altro artista napoletano doc come Edoardo De Crescenzo),  Cu mme di Enzo Gragnaniello (una composizione in cui il mare è la metafora di una intensa spiritualità, già immortalata da Mia Martini e Roberto Murolo) e da un’altra melodia senza tempo come Munasterio e Santa Chiara.

Sul palco, a questo punto della serata, quasi a voler dividere in due parti il concerto, sono rimasti solo Nico Di Battista  con la chitarra preparata e Oscar Montalbano con la chitarra manouche, che hanno dato prova di grandissimo talento strumentale e di un profondo interplay, strappando applausi a scena aperta.

Risalito sul palco anche Joe Barbieri, l’artista partenopeo, comunicativo e coinvolgente più che mai, insieme ai suoi fidi accompagnatori ha inanellato un’altra serie di perle musicali, che hanno tenuto il pubblico con l’emozione nel cuore e con il fiato sospeso fino alla fine del concerto, palesando una grande e non scontata capacità di tenere in equilibrio, in un filo sottile ma robusto, tradizione e modernità.

Si è andati da Passione a  Na Bruna, da Vuless o cielo (unico brano originale contenuto nell’album Vulìo) a Reginella, fino al richiestissimo bis Tammurriata nera, brani cantati anche dal pubblico, ma sottovoce, quasi a non voler disturbare la magica atmosfera di una serata indimenticabile, che resterà nei cuori di chi l’ha vissuta.

Ieri sera, invece, venerdì 24 luglio, sul palco che sorge nell’area archeologica di Capo Colonna protagonista assoluto è stato il crooner e attore teatrale e televisivo Gianluca Guidi, che ha divertito ed emozionato il pubblico con il suo tributo in musica e parole all’indimenticabile Frank Sinatra, mentre attesissimo per staserasabato 25 luglio, è il leggendario Tony Esposito, storico percussionista di Pino Daniele e figura iconica della musica italiana e internazionale, che porterà in scena il suo affascinante progetto “Il Viaggio di Ulisse”, spettacolo concepito come un omaggio profondo e appassionato alla memoria dell’indimenticabile cantautore napoletano.

Attraverso le sue inconfondibili percussioni e sonorità che fondono tradizione e modernità, Esposito con la sua splendida voce e con il suo innegabile carisma, accompagnato da altri tre musicisti di grande talento come il chitarrista e cantante Tommaso Cavallo, il cantante e bassista Antonio Nicola Bruno e il batterista Claudio Romano coinvolgerà il pubblico, offrendogli il pretesto per un viaggio artistico e musicale di grande impatto emotivo, nel corso del quale racconterà e canterà l’essenza di Napoli, le sue radici profonde e la sua anima vibrante.

L’evento, oltre a celebrare Pino Daniele, dunque, sarà un’occasione anche per riscoprire le contaminazioni musicali e culturali che hanno fatto di Napoli un crocevia di creatività ed evocherà emozioni intense e ricordi indelebili, trasformando la serata in una vera e propria esperienza sensoriale capace di unire passato e presente attraverso il linguaggio universale della musica.

Domani sera (domenica 26 luglio), invece, per la quinta serata del TMBTP 2026, nei luoghi in cui sono visitabili i resti dell’Heraion, santuario extraurbano della colonia achea di Kroton, il direttore artistico Sergio Gimigliano ha fortemente voluto una produzione originale, realizzata in partnership con il Conservatorio Statale di Musica “Saverio Arlia” (già  “P.I. Tchaikovsky”) di Nocera Terinese.

Protagonista sul palco, l’Orchestra Filarmonica della Calabria (organico di 30 elementi che vanta collaborazioni musicisti del calibro di Michel Camilo, Ramin Bahrami, Sergej Krylov, Ilya Grubert, Sergei Nakariakov, Yuri Shiskin, Giovanni Sollima, Danilo Rea, Eugenio Bennato ed ha già accompagnato alcune tra le voci più note del panorama lirico internazionale, come Dimitra Theodosiu, Giovanna Casolla, Amarilli Nizza, Fabio Armiliato, Alberto Gazale), diretta dal Maestro Filippo Arlia, premiato con la Medaglia d’Oro nell’Aula Magna dell’Università “La Sapienza” di Roma “per la pregiatissima tecnica dimostrata nella direzione d’orchestra e per la distinta interpretazione del grande repertorio sinfonico del ‘900 sempre e ovunque con grande consenso di pubblico e di critica”.

In occasione della serata crotonese, l’Orchestra, che ha alle spalle anche diversi album con le major discografiche più prestigiose del mondo come Warner Music Italy, Sony Classical, Dynamic, Naxos Records, Brilliant Classics, che ha già registrato per Amadeus, RAI Radio 3 e RAI Uno e che nel 2023 è stata scelta per accompagnare i concerti di Andrea Bocelli al Teatro Greco di Taormina, ospiterà, in qualità di special guest, il portentoso sassofonista Dave Schroeder, già Direttore della Sezione Jazz nonchè Direttore di tutte Arti Performative della New York University, la cui attività di musicista professionista lo ha visto dal vivo e in studio accanto a celebri artisti della scena musicale internazionale (per citarne alcuni: Teo Macero, Larry Coryell, Airto Moreira, Oscar Castro-Neves e Kenny Werner).

Dopo questa intensa sessione nel mese di luglio, il programma del “This must be the Place 2026” si completerà il mese prossimo con le visite guidate musicali all’interno del Museo archeologico nazionale di Capo Colonna condotte dal cantautore Sasà Calabrese nel Museo Archeologico Nazionale di Capo Colonna, che nel pomeriggio del 7 agosto presenterà il progetto: “Rino Gaetano, il Poeta Controvento” e il pomeriggio del 25 agosto si cimenterà, invece, nel progetto “Pino Daniele, la Voce del Mediterraneo”.

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